La tensione politica nella capitale calabrese sale ancora: il tentativo di far cadere anticipatamente la giunta del sindaco Nicola Fiorita entra in una fase decisiva, con 15 consiglieri comunali che hanno sottoscritto davanti a un notaio le dimissioni collettive per provocare lo scioglimento del Consiglio e aprire la strada a elezioni anticipate.
La mossa di Fabio Celia
A rompere il silenzio è stato il consigliere comunale Fabio Celia, tra i firmatari dell’atto formale, che ha motivato la sua scelta con un duro attacco alla gestione dell’attuale amministrazione.
“Per quattro anni ci è stato chiesto silenzio su confronto politico, alleanze e identità”, ha detto Celia, sottolineando che una mancanza di visione chiara di sinistra ha indebolito la politica cittadina e svuotato di significato l’azione di governo.
“Non è una scelta personale, ma una scelta politica netta contro un modello che ha svuotato la sinistra della sua identità e tradito le aspettative di chi credeva nel cambiamento vero”, ha aggiunto, annunciando che si recherà dal notaio per formalizzare la sua firma di decadenza.
Secondo Celia, proseguire con l’attuale modello significherebbe “consegnare Catanzaro all’assenza di alternativa per una generazione intera”, insistendo sulla necessità di “ridare dignità alla politica e restituire la parola ai cittadini”.
Una partita politica ormai aperta
La raccolta delle firme è iniziata nei giorni scorsi con esponenti del centrodestra, tra cui consiglieri di Forza Italia, Fratelli d’Italia, Lega e Azione, che hanno sottoscritto un documento propedeutico alla sfiducia ufficiale del sindaco.
All’appello mancano ancora 2 firme per raggiungere la soglia di 17 necessarie per far decadere l’intero Consiglio comunale, ma l’iniziativa ha messo pressione sui consiglieri “indecisi” del gruppo misto e su chi finora è rimasto distante dalla maggioranza e dall’opposizione.
L’attacco di Lorenzo Costa
Non solo Celia. Dalla medesima area politica arriva anche l’affondo di Lorenzo Costa, consigliere comunale e figura di riferimento della minoranza, che ha chiesto a Fiorita di dimettersi “per dignità”, e ha definito l’attuale legislatura “una delle più ingloriose della storia recente della città”.
Costa ha espresso critiche sulla gestione dell’amministrazione, puntando il dito contro una serie di ritardi e mancanze su politiche pubbliche, servizi e rapporti con i cittadini, ribadendo che “quando non si riesce a governare con efficacia, la responsabilità impone una scelta chiara”.
Lo scenario verso le urne
Se entro il 20 febbraio si raggiungeranno le 17 firme, Catanzaro potrebbe tornare alle urne in anticipo, già nella prossima primavera. Una prospettiva che apre scenari politici non solo locali ma anche regionali, vista l’importanza del capoluogo per gli equilibri politici in Calabria.
Per il sindaco Fiorita si tratta di una prova politica delicata: finora la sua amministrazione ha rivendicato risultati e impegni su alcuni fronti amministrativi, ma ora dovrà confrontarsi con una pressione crescente tanto dall’opposizione quanto da pezzi dell’arco politico civico.








