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27 Febbraio 2026
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Da Cosenza a Catanzaro, il centrosinistra prova a rialzare la testa ma la vera partita si gioca a Reggio

Reggio Calabria diventa il test decisivo tra ambizioni del centrosinistra e fragilità del centrodestra, mentre a Crotone il nodo irrisolto resta l’identità di un’area progressista ancora frammentata

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Ci sono fatti locali capaci di risollevare lo stato d’animo di un’intera comunità politica regionale. La saldatura della candidatura forte di Franz Caruso alla presidenza della provincia più estesa della Calabria, quella cosentina, all’evento salvataggio dell’amministrazione Fiorita a Catanzaro, è più di un raggio di sole per il centrosinistra, specie per il Partito Democratico. L’alleanza progressista sta piano piano nutrendo la convinzione che per risollevarsi servono anche buone dosi di cinismo e di opportunismo.

Reggio Calabria, speranza contro aritmetica elettorale

Ecco perché guarda alla prossima consultazione elettorale di Reggio Calabria con maggiore speranza, nonostante i voti, quelli massicci e sonanti, li abbia il centrodestra. Peccato che manchi il candidato trascinatore, quello capace di mettere d’accordo tutti quanti, da Cannizzaro a Scopelliti, passando per la Lega e i vari movimenti moderati.

La forza storica che non basta

La trazione genetica di centrodestra della città dello Stretto, sembrerà paradossale, non basta per dire che un turno amministrativo da sempre fortemente polarizzato sulle personalità dei candidati a sindaco sia già nella cassaforte delle forze di governo. Le destre reggine, come quelle catanzaresi, hanno già dimostrato, d’altro canto, il “talento” di riuscire a perdere le comunali, malgrado la loro storica forza.

Leader deboli e scelte “scunchiuse”

Il Pd e il resto dell’area progressista conoscono da decenni questa strana capacità degli avversari di inciampare su scelte ‘scunchiuse’, che puntualmente planano su leader con il carisma di un anonimo impiegato del catasto.

Il ritorno alle primarie come ultima carta

Di qui, il ritorno alle primarie, nel tentativo di trovare una figura giovane, brillante e non eccessivamente compromessa con il passato e con le botteghe di partito, da sguinzagliare subito nella mischia, con la speranza di conquistare quelle ampie fette di elettorato che considerano la figura del candidato alla carica di primo cittadino più importante dei colori di chi la sostenga.

Carisma, democrazia diretta e vuoto nel centrodestra

Azzeccare il giusto carisma, e farlo nell’ambito di un processo di democrazia diretta, in una realtà nella quale il centrodestra, a meno di non voler rilanciare la suggestione Scopelliti, non sembra per ora disporre di grandi trascinatori, non è cosa di poco conto.

Irto, Falcomatà e la necessità di marciare insieme

Nicola Irto lo sa, insieme a tutti i maggiorenti reggini democratici, Falcomatà incluso. E chi sa che la scelta, auspicabilmente condivisa, di una personalità fresca non possa fungere da nuovo collante tra i due uomini forti dello Stretto, ora più che mai obbligati a marciare insieme dopo i dissapori che hanno venato il post elezioni regionali dello scorso ottobre.

La direttrice del rilancio (e l’incognita Crotone)

Cosenza (provincia), Catanzaro e Reggio: passa anche da questa direttrice il rilancio dell’ex campo largo, che ha l’occasione di capitalizzare contraddizioni, frizioni tra leader e penuria di nomi forti all’interno del centrodestra. Ah, c’è anche Crotone, ma nella città di Pitagora c’è un problema preliminare da risolvere con urgenza: capire quale sia, tra i vari in circolazione, il vero centrosinistra.

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