Per mesi hanno camminato sullo stesso binario. Oggi, invece, tra Nicola Fiorita e Floriano Noto volano messaggi a distanza, repliche pubbliche e puntualizzazioni ufficiali. L’ultimo terreno di scontro è quello dello stadio “Nicola Ceravolo”, ma la sensazione è che il confronto affondi le radici in un rapporto istituzionale che, negli ultimi mesi, si è progressivamente incrinato.
Dopo il duro confronto politico sul progetto Noto a Giovino, adesso è la vicenda dei lavori sull’impianto sportivo cittadino ad alimentare un nuovo battibecco tra il sindaco di Catanzaro e il presidente dell’US Catanzaro 1929.
L’ipotesi di giocare fuori Catanzaro
A riaccendere la miccia sono state alcune dichiarazioni rilasciate dal presidente Floriano Noto, che ha ammesso come la società stia valutando anche uno scenario alternativo nel caso in cui i lavori non consentissero di utilizzare pienamente il Ceravolo all’inizio del campionato.
L’eventuale indisponibilità della Curva Mammì per i tifosi ospiti potrebbe infatti costringere il club a prendere in considerazione la possibilità di disputare le prime gare interne in un’altra città. Un’ipotesi che, pur presentata come eventuale, ha inevitabilmente acceso il dibattito.
La replica del sindaco: “L’ho saputo dalla stampa”
La risposta del sindaco Nicola Fiorita non si è fatta attendere. Il primo cittadino ha ribadito che l’obiettivo dell’amministrazione comunale resta quello di consegnare il Ceravolo fin dalla prima partita casalinga, aggiungendo però una considerazione che lascia trasparire un certo disappunto.
Secondo Fiorita, infatti, sarebbe stato preferibile affrontare preventivamente il tema direttamente con la società anziché apprenderlo attraverso gli organi di informazione. Il sindaco ha anche annunciato l’intenzione di contattare personalmente il presidente Noto per comprendere le reali intenzioni del club e verificare se resti necessario proseguire con alcuni interventi, in particolare quelli riguardanti la Curva Est destinata ai tifosi ospiti. In caso contrario, ha spiegato, il Comune potrebbe destinare le risorse ad altre priorità. Parole che hanno avuto il sapore di una risposta politica prima ancora che amministrativa.
La controreplica dell’US Catanzaro
La società giallorossa non ha lasciato cadere la vicenda. Con una nota ufficiale, l’US Catanzaro 1929 ha precisato che Floriano Noto non ha mai messo in discussione l’impegno dell’amministrazione comunale nel rispettare il cronoprogramma dei lavori.
Anzi, il club ha definito “sorprendenti” le dichiarazioni del sindaco e ha giudicato “ancora più incomprensibile” il riferimento ai lavori della Curva ospiti.
Nel comunicato la società ha quindi invitato tutte le istituzioni a mantenere un clima di collaborazione, sottolineando come questo non sia il momento delle polemiche ma del senso di responsabilità per consentire al Catanzaro di affrontare regolarmente l’inizio della nuova stagione.
Dal progetto Giovino allo stadio: un rapporto sempre più complicato
Al di là del merito della vicenda, il nuovo scambio di dichiarazioni conferma un dato politico difficilmente contestabile. Negli ultimi mesi il rapporto tra Nicola Fiorita e Floriano Noto è apparso molto meno disteso rispetto al passato.
Le tensioni erano già emerse con il progetto di riqualificazione dell’area di Giovino, fortemente sostenuto dall’imprenditore e presidente dell’US Catanzaro ma osteggiato dall’amministrazione comunale, fino al no arrivato in Consiglio comunale con la pratica che è comunque passata grazie ai voti del centrodestra e del gruppo Misto, ovvero l’opposizione e la stampella che tiene a galla Fiorita e compagni.
Adesso lo scontro si sposta sul terreno sportivo, simbolicamente ancora più delicato in una città che vive il calcio come elemento identitario.
Il Ceravolo diventa anche un caso politico
La questione dei lavori allo stadio rischia così di trasformarsi in qualcosa di più di un semplice confronto tecnico sui tempi del cantiere.
Da una parte c’è un’amministrazione che rivendica il rispetto del cronoprogramma e difende il proprio operato. Dall’altra una società calcistica che, dovendo programmare una stagione di Serie B, ha l’esigenza di valutare ogni possibile scenario senza attendere l’ultimo momento.
Nel mezzo ci sono i tifosi, che chiedono una sola cosa: vedere il Catanzaro giocare al Ceravolo fin dalla prima giornata casalinga.
Per questo motivo, al di là delle schermaglie verbali, sarà probabilmente necessario che Comune e società tornino rapidamente allo stesso tavolo, evitando che incomprensioni e comunicati finiscano per alimentare polemiche che nessuno, in questo momento, può permettersi.












