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5 Marzo 2026
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Dalla Sacal alla Sorical, il grande risiko delle nomine: nel centrodestra si apre la partita delle nuove poltrone

Dentro la maggioranza cresce la pressione dei partiti alleati del governatore Roberto Occhiuto. Si apre la fase della redistribuzione del potere nel sottogoverno regionale

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Era già, cocciantianamente, tutto previsto, per fare il verso ad uno dei successi piu’ struggenti dell’ottantenne compositore di Notre Dame de Paris. Rientrava in quel programma non scritto, che spesso è anche quello più attendibile, stilato sulla direttrice Roma-Cittadella tra i maggiorenti delle destre, ben prima delle elezioni di ottobre, stravinte com’è noto da Roberto Occhiuto.

Il piano della maggioranza: cambiare gli equilibri del sottogoverno

Laddove si potrà, si procederà al cambio dell’architettura del potere gestionale, in varie entità di sottogoverno. E lo si farà, auspicabilmente, entro l’estate. Le forze politiche alleate reclamano infatti spazi di rappresentanza reali e operativi nelle principali società regionali. Da qui, l’intendimento di smontare gli attuali assetti, a partire da Sacal e Sorical, per ripristinare un sistema di compartecipazione faccia perno sulla introduzione di consigli di amministrazione.

Sacal al centro della partita politica

In tal senso, l’attenzione della politica è rivolta soprattutto alla società che guida i tre aeroporti calabresi. Un interesse che in taluni casi è spasmodico e che si salda alla crescente convinzione che l’era di Marco Franchini alla guida di Sacal sia al crepuscolo. Nulla di personale, ci assicurano i ben informati di palazzo: “il manager veronese ha fatto cose egregie, ma il sistema politico non può a lungo tollerare gli imperatori, e poi l’armonia di un tempo con i capi supremi pare sia venuta meno”.

Il nodo delle nomine e la panchina lunghissima del centrodestra

Il ragionamento, non privo di carattere sibillino, muove dal desiderio legittimo di frange importanti del centrodestra di far quadrare i conti con i territori, gratificando figure d’area amministrativamente capaci, che non possono restare sedute a fare la muffa sulla panchina ormai divenuta lunghissima di Fratelli d’Italia e Forza Italia stessa.

Non ne bruceremmo le possibilità di assurgere a ruoli importanti, se esprimessimo la convinzione che uno dei nomi che circolano di più per il futuro Cda della Sacal sia quello di Paolo Mascaro, già sindaco di Lamezia Terme e, attualmente, “riserva” azzurra di lusso, e di pazienza.

Anche la Lega vuole la sua quota

Ma anche la Lega, il cui segretario nazionale è un certo Matteo Salvini, ministro dei Trasporti e delle Infrastrutture, reclama una propria partecipazione nella gestione degli scali aeroportuali che verrà. E la avrà, come l’avranno tutti i principali partiti, in coerenza con il “pactum” preelettorale per il quale l’Occhiuto bis dovrà essere un’esperienza di governo più partecipata e meno del solo presidente.

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