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2 Marzo 2026
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Calabria
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Danni maltempo in Calabria, Mancuso: “Serve un piano unico per mitigare il rischio idraulico”

Dopo quattro cicloni atlantici e gravi alluvioni, il vicepresidente della Regione annuncia una strategia integrata per proteggere territori e comunità

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A seguito dei quattro cicloni atlantici che hanno colpito la Calabria, provocando eventi alluvionali gravi, la Regione è in attesa dell’Ordinanza della Protezione Civile, che disciplinerà le misure emergenziali, le deroghe normative e le procedure necessarie per accelerare ristori, ripristino dei servizi e sostegno a imprese e amministrazioni locali.
La Calabria sta vivendo momenti drammatici – dichiara il vicepresidente e assessore ai Lavori pubblici e alla Difesa del suolo, Filippo Mancuso – e il nostro primo pensiero va alle comunità colpite, che attendono risposte rapide e concrete. Tuttavia, non possiamo limitarci alla gestione dell’emergenza: è arrivato il momento di cambiare radicalmente impostazione, con un piano unico e organico per la mitigazione del rischio idraulico”.

Strategia integrata e governance della difesa del suolo

Su impulso del presidente Roberto Occhiuto, l’assessorato ha avviato una sinergia con l’Autorità di Bacino Distrettuale, i Dipartimenti regionali competenti e gli enti coinvolti, con l’obiettivo di ridefinire la governance della difesa del suolo, riordinare le competenze e aggiornare il quadro normativo.
Il vicepresidente entra nel dettaglio del bacino del fiume Crati, dove la Regione ha finanziato interventi significativi negli ultimi anni: dalla sistemazione degli argini a Sibari (4 milioni di euro) a sei progetti lungo l’asta fluviale da Cosenza alla foce, per un totale di circa 20 milioni di euro. Di questi, tre sono completati, due in fase avanzata di progettazione e uno consegnato a fine 2025 per quasi 7,8 milioni di euro.

Interventi mirati e cantieri aperti

Tra gli interventi più rilevanti, Mancuso cita quello da 1,2 milioni sul torrente Muzzolito e sul Crati a Corigliano-Rossano, e il prossimo appalto da 5,5 milioni per mitigare il rischio idrogeologico nei tratti critici a valle della SS 106.
Altri progetti sono in fase di attivazione nelle zone di Bisignano-Tarsia e in prossimità della foce, anche nelle aree recentemente alluvionate, con la prospettiva di intercettare ulteriori 10 milioni di euro grazie al fondo progettazione del Ministero dell’Ambiente.

Parliamo di risorse stanziate, cantieri aperti e progetti esecutivi – sottolinea Mancuso – che dimostrano un’azione strutturale e continuativa. Ma tutto questo non basta: dobbiamo accorciare i tempi tra programmazione e realizzazione e affrontare il problema in modo sistemico”.

Pianificazione a lungo termine e adattamento ai cambiamenti climatici

Il vicepresidente evidenzia la necessità di una pianificazione sull’intero bacino idrografico, con vasche di laminazione, nuove opere idrauliche, rimozione dei sedimenti e contrasto alle occupazioni abusive dell’alveo.

“È fondamentale anche evitare nuove edificazioni in aree a rischio esondazione e valutare processi di delocalizzazione, restituendo naturalità al principale fiume calabrese. Coinvolgeremo comunità locali, mondo accademico, centri di ricerca e associazioni ambientaliste per costruire un percorso condiviso. Non esistono soluzioni semplici a un problema aggravato dai cambiamenti climatici, ma riteniamo non più rinviabile l’avvio di una nuova stagione di pianificazione e programmazione”, conclude Mancuso.

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