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19 Febbraio 2026
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Decreto maltempo, ci sono 1,2 miliardi: aiuti immediati a famiglie, imprese e territori colpiti anche alla Calabria

Il Governo approva misure straordinarie per le aree colpite dal ciclone Harry. “Risorse concrete per la ripartenza”, dice il commissario calabrese

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Nel nuovo Decreto legge Maltempo, approvato ieri dal Consiglio dei Ministri, il Governo ha disposto la sospensione dei termini per adempimenti e versamenti tributari e contributivi fino al 30 aprile 2026 per le aree colpite dagli eventi meteorologici, comprese alcune zone della Calabria. I versamenti sospesi dovranno essere effettuati in un’unica soluzione entro il 10 ottobre 2026, senza applicazione di sanzioni e interessi.

Ambiente e sicurezza: stop alle prescrizioni delle autorizzazioni

La norma estende la sospensione dei termini delle prescrizioni ambientali che regolano la gestione di impianti e infrastrutture danneggiate fino al 18 gennaio 2027. L’obiettivo è garantire continuità operativa agli impianti strategici e ai processi produttivi gravemente compromessi.

Supporto al lavoro: integrazioni di reddito e indennità

Per i lavoratori subordinati del settore privato, inclusi gli agricoli, è prevista un’integrazione al reddito con contribuzione figurativa fino al 30 aprile 2026, entro il limite di 37,6 milioni di euro per l’anno.  In favore di collaboratori, agenti, lavoratori autonomi e professionisti costretti a sospendere l’attività, è prevista un’indennità una tantum di 500 euro, con una dotazione complessiva di 78,8 milioni di euro. “Risorse calibrate sulle reali esigenze del territorio, per non lasciare indietro nessuno”, ha dichiarato il commissario straordinario nominato per la Calabria.

Aiuti alle imprese: dalla pesca all’agricoltura

Le misure includono una sospensione dei termini in favore delle imprese fino al 31 marzo 2026, sempre senza sanzioni né interessi. Specifiche linee di sostegno sono stanziate per i settori più colpiti: 120 milioni di euro per imprese agricole, della pesca e dell’acquacoltura; 5 milioni di euro per il rilancio del turismo.

Contratti per protezione civile: rafforzare organici locali

Per il triennio 2026‑2028, le Regioni colpite dal ciclone possono ricorrere a contratti di lavoro a tempo determinato, anche per coprire posti vacanti nelle strutture regionali di protezione civile, in modo da rafforzare la capacità operativa sul territorio.

Niscemi e rischio idrogeologico: piano di interventi

Il Dl prevede uno stanziamento di 150 milioni di euro per Niscemi, dove sarà possibile realizzare:interventi di prevenzione strutturale e riduzione del rischio idraulico e idrogeologico; programmi di demolizione controllata di edifici pubblici e privati inclusi nella fascia di rispetto della frana; contributi ai proprietari degli immobili demoliti.

Il commissario straordinario – ruolo affidato al capo della Protezione Civile – resterà in carica per Niscemi fino al 31 dicembre 2027, con poteri di stipulare convenzioni con società in house e partecipate.

Prevenzione civile e allarme pubblico digitale

All’articolo 18, il Dl autorizza 20 milioni di euro per il potenziamento della prevenzione non strutturale dei rischi, a supporto dei Comuni privi di piano di protezione civile.
Viene anche istituito, presso la società Consap, il ruolo degli esperti assicurativi catastrofali per la stima dei danni derivanti da fenomeni estremi.

Un’altra novità riguarda l’attivazione di un sistema di allarme pubblico digitale, tramite App per dispositivi mobili, la cui operatività dovrà essere assicurata entro 12 mesi dall’entrata in vigore del Dl.

Cooperazione istituzionale e gestione delle informazioni

Gli enti, le amministrazioni, le istituzioni e le imprese – pubbliche e private – che detengono documenti, dati o informazioni utili alle finalità di protezione civile, sono tenuti a fornirle al Dipartimento della Protezione Civile.

Piani regionali e commissari: attuazione immediata

Il Dl ribadisce che i piani predisposti dai Presidenti delle Regioni Calabria, Sardegna e Sicilia potranno essere oggetto di rimodulazione, previa approvazione del Capo del Dipartimento della Protezione Civile, e che le ordinanze stabiliscono scadenze precise e modalità di revoca delle risorse in caso di mancata attuazione.

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