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19 Marzo 2026
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Dissesto in Calabria, l’affondo di Pitaro (PD): “La politica inverta le priorità, serve un piano di cura del territorio”

L'ex consigliere regionale denuncia il ritardo della Regione sull'adattamento ai cambiamenti climatici e chiede trasparenza sui fondi europei: "Le politiche emergenziali non bastano più".

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Di fronte all’ennesima ondata di maltempo che ha messo in ginocchio le infrastrutture e l’economia calabrese, Francesco Pitaro solleva una questione di metodo e di visione politica. Secondo l’esponente del Partito Democratico: “Assistiamo, con tristezza e quasi rassegnati, agli effetti disastrosi del maltempo in Calabria che colpiscono l’economia, le infrastrutture materiali e immateriali e mettono a rischio la vita delle persone, ma purtroppo tarda a percepirsi, nonostante le raccomandazioni della comunità scientifica e le condizioni di molti luoghi che evocano ‘lo sfasciume pendulo sul mare’ di Giustino Fortunato, una netta inversione delle priorità nell’agenda della politica”.

Pitaro sottolinea come la fragilità geologica della regione richieda un impegno finanziario e amministrativo straordinario per garantire la sussistenza stessa dei territori.

Il nodo dei fondi europei e le “omissioni” regionali

Uno dei punti più critici sollevati riguarda la mancata partecipazione della Regione Calabria a importanti programmi di resilienza comunitaria. Citando dati di Legambiente, Pitaro incalza la Giunta sulle opportunità perdute: “La Calabria non ha neppure partecipato alla Missione Europea sull’adattamento ai cambiamenti climatici, pilastro del Green Deal europeo che ha sostenuto oltre 150 regioni e comunità nel percorso verso la resilienza climatica entro il 2030. E che, a differenza di altre dieci regioni italiane e di numerosi enti locali che hanno firmato la ‘Carta della Missione’, la Calabria non ha adottato alcun piano specifico di azione”.

L’ex consigliere chiede dunque chiarezza sulle ragioni di tali ritardi, specialmente considerando il supporto tecnico e finanziario che la Commissione Europea mette a disposizione per la messa in sicurezza dei territori.

Una chiamata alla corresponsabilità e alla pianificazione

Per Pitaro, la soluzione non può più essere limitata alla gestione delle urgenze, ma deve passare da un approccio scientifico e strutturale che affronti temi come l’abusivismo, l’erosione costiera e lo spopolamento dell’entroterra. Richiamando le riflessioni dell’antropologo Vito Teti, conclude: “E’ condivisibile, visti i danni subiti anche dalle preziose testimonianze culturali della Calabria, la chiamata alla corresponsabilità dei calabresi verso il territorio dell’antropologo Vito Teti; ma serve soprattutto un cambio di passo della politica in tutte le sue espressioni, per realizzare un grande piano di cura, recupero, risanamento e messa in sicurezza dei luoghi”.

L’accusa finale è rivolta alla continuità amministrativa degli ultimi otto anni, rea di non aver compreso che “le politiche emergenziali sono inadeguate alle necessità”.

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