È talmente solido il legame umano e, al tempo stesso, politico tra Emanuele Ionà e Roberto Occhiuto che in molti scommettono in una offensiva presidenziale ai disagi di una città della quale, fino ad ora, a nessun governo è importato granché.
Vuoi perché in passato la si è spesso barattata con cariche servite solo alla crescita personale di qualcuno, vuoi anche per il fatto che la maggiore coesione dei politici catanzaresi l’ha posta ai margini degli esecutivi nazionale e regionale. Il neo consigliere regionale sembra ben consapevole di ciò, e lo lascia intendere nell’intervista che ci ha concesso.
Consigliere, Lamezia Terme, questa volta può contare su due esponenti regionali, lei e Bevilacqua, per imporsi all’attenzione del governo regionale. C’è bisogno di coordinamento però, e di cancellare le fisiologiche ruggini delle passate elezioni . Lei è pronto in tal senso?
“Dopo quattordici anni Lamezia torna ad avere due rappresentanti in Consiglio regionale: è un fatto storico e un’opportunità non solo per la città ma per l’intero comprensorio. Da parte mia ci sarà la massima condivisione e una totale unità d’intenti per il progresso del nostro territorio. Non parlerei di ruggini: in politica è naturale che possano emergere diversità di visione strategica, ma questo non deve mai compromettere il lavoro comune. E io sono pronto, con senso di responsabilità, a dare il mio contributo in un clima di piena collaborazione”
Da qualche tempo la città è turbata da una nuova escalation criminale. Qual è il suo pensiero?
“L’ho detto più volte e lo ribadisco: avendo vissuto personalmente atti criminali, conosco bene il senso di turbamento che questi episodi generano. Il dato è allarmante, è inutile negarlo. Ma proprio in questi momenti deve prevalere il senso di giustizia. Paura, povertà e arretratezza rappresentano il terreno fertile per la criminalità; eppure Lamezia e i lametini hanno sempre dimostrato coraggio e determinazione nel contrastare racket, usura e tutte le forme di violenza che mortificano la nostra economia e la vita della comunità. Fronte comune, denuncia e supporto istituzionale: questa è la linea che dobbiamo perseguire per costruire un muro sempre più solido contro ogni deriva criminale”.
A proposito di turbamenti, c’è quello generale che deriva dalla situazione sanitaria lametina. Abbiamo saputo: che lei si sta già dando da fare
“Sì, è vero: quello della sanità è un tema che considero essenziale. Sto dialogando con dirigenti, medici e operatori per individuare le migliori soluzioni per il nostro ospedale e per l’intero sistema sanitario calabrese. Fin dalla campagna elettorale ho fatto una promessa chiara: impegnarmi al massimo per migliorare un servizio che è fondamentale per la vita delle persone. Una sanità inefficiente alimenta la migrazione dei giovani e delle nostre migliori energie; al contrario, una sanità efficace può diventare motivo di attrazione, di fiducia e di ripopolamento. È una sfida che intendo portare avanti con determinazione”.
È vero che le sarà assegnata dal consiglio regionale una commissione legislativa importante?
“Ad oggi non c’è stato alcun conferimento o investitura formale, al di là del ruolo di consigliere regionale che già comporta responsabilità importanti. Naturalmente, sono pronto ad affrontare con impegno il lavoro delle Commissioni e, qualora dovesse arrivare un incarico di presidenza, lo farei con lo stesso spirito di servizio e con grande senso istituzionale”.
Come sono i suoi rapporti con Paolo Mascaro, le è dispiaciuto saperlo amareggiato per le recenti polemiche sui conti del comune?
“I miei rapporti con Paolo Mascaro sono da sempre buoni. Al di là del piano affettivo, che metto da parte quando serve guardare alle cose con obiettività, lo considero una risorsa importante per Lamezia. Non amo le polemiche in generale, e non amo le diatribe in corso con l’amministrazione in carica. Senza entrare nel merito, auspico per il futuro che ogni opinione o divergenza possa essere oggetto di confronto civile e costruttivo. Credo, infatti, che oggi sia il momento di unire forze e intelligenze, ritrovando coesione all’ombra dello stesso campanile. Lamezia ha bisogno di compattezza, non di divisioni”.









