In sede di Consiglio regionale, Rosellina Madeo ha commentato l’approvazione della proposta di legge che consente il conferimento di incarichi ai medici in quiescenza, evidenziando come si tratti di una soluzione temporanea, non ottimale per rispondere alle reali esigenze della Calabria.
“In Calabria mancano medici di medicina generale e specialisti – ha spiegato – ma le soluzioni tampone devono lasciare spazio a politiche condotte con metodo, programmazione e lungimiranza. Servono stipendi adeguati, strutture all’avanguardia che attraggano figure professionali e la possibilità di lavorare in sicurezza”, ha aggiunto.
Il caso dell’ospedale della Sibaritide
Madeo ha poi posto l’attenzione sull’ospedale della Sibaritide, definito più volte come polo d’avanguardia e centro di eccellenza, ma oggi già soggetto a depotenziamento. “Si parla di medicina nucleare e dell’unico ciclotrone programmato in Calabria – ha evidenziato – eppure da potenziale Hub ora rischia di diventare uno spoke, limitandosi a unire le strutture del Giannettasio di Rossano e del Compagna di Corigliano”.
Sicurezza e gestione dei reparti ospedalieri
La consigliera ha denunciato anche criticità legate alla sicurezza dei presidi sanitari. “Lo Spoke di Corigliano Rossano ha investito 1,6 milioni di euro per adattare ostetricia e ginecologia tra Rossano e Corigliano. Ma manca il personale e quindi anche il reparto”, ha spiegato. Madeo ha sottolineato che tali risorse avrebbero potuto essere meglio utilizzate in altre strutture, come il blocco operatorio di Paola, che richiede urgentemente un impianto per il riciclo d’aria.
Medicina territoriale, emergenze e aree interne
“Affinché la rete ospedaliera funzioni – ha precisato Madeo – è fondamentale rafforzare la medicina territoriale“. Ha denunciato la chiusura delle guardie mediche di Schiavonea e Villapiana, la mancanza di postazioni di emergenza a Longobucco e i ritardi nei soccorsi che hanno rischiato di compromettere la vita dei cittadini, citando il caso di Antonio Sommario, che ha affrontato una corsa disperata verso lo Spoke di Corigliano Rossano.
“Vorrei che le famiglie non dovessero più chiedersi cosa sarebbe accaduto se i soccorsi fossero arrivati in tempo – ha concluso – La Calabria deve riappropriarsi del diritto alla salute“.








