La protesta contro i grandi impianti eolici in Calabria arriva davanti alla Cittadella regionale di Catanzaro. Domani, venerdì 9 ottobre, a partire dalle 9.30, associazioni ambientaliste, amministratori locali e cittadini si ritroveranno davanti alla sede della Regione per chiedere una maggiore tutela del territorio e una diversa pianificazione degli investimenti nelle energie rinnovabili.
La mobilitazione, promossa dal “Movimento Terra e Libertà Calabria”, dal “Coordinamento regionale Controvento” e da “Italia Nostra Calabria”, ha già raccolto l’adesione di oltre 40 sindaci, decine di associazioni e numerosi cittadini.
Lo slogan scelto per la manifestazione è “Rinnovabili sì, ma non così!”. Un messaggio con cui i promotori intendono ribadire la propria contrarietà non alla transizione energetica, ma alla realizzazione di grandi impianti industriali in aree considerate di particolare valore paesaggistico, ambientale e turistico.
Il caso del parco eolico lungo il Kalabria Coast to Coast
Al centro delle contestazioni c’è anche il progetto di un impianto eolico a San Vito sullo Ionio, nel territorio delle Serre calabresi, lungo il percorso escursionistico del Kalabria Coast to Coast.
A riaccendere il dissenso è stata la decisione della Regione Calabria di rinunciare a opporsi alla realizzazione dell’impianto, una scelta contestata dalle associazioni e dalle comunità interessate.
“La costruzione di pale eoliche alte fino a 200 metri rischierebbe di compromettere il paesaggio e le attività economiche sviluppatesi attorno al turismo lento”.
Il Cammino Kalabria Coast to Coast, che attraversa la Calabria dallo Ionio al Tirreno, ha già attirato quest’anno oltre 4mila visitatori.
L’appello delle associazioni: “Difendiamo la nostra terra”
Nelle ultime settimane si sono susseguiti incontri e assemblee pubbliche promossi dalle amministrazioni comunali e dalle associazioni impegnate nella mobilitazione. I promotori denunciano il rischio di vedere montagne trasformate, foreste disboscate, terreni agricoli occupati e paesaggi compromessi in nome della transizione ecologica.
Nel loro appello contestano inoltre i meccanismi di incentivazione pubblica a favore delle società energetiche, sostenendo che i benefici economici per le popolazioni locali siano insufficienti rispetto all’impatto degli impianti.
La proposta avanzata dalle associazioni è quella di privilegiare per la produzione di energia rinnovabile le superfici già interessate dal consumo di suolo, evitando nuove trasformazioni delle aree naturali e agricole.
Anche Pippo Callipo sostiene la mobilitazione
Alla protesta ha espresso il proprio sostegno anche l’imprenditore calabrese Pippo Callipo, che ha condiviso le preoccupazioni delle associazioni ambientaliste e degli amministratori locali.
In una nota, Callipo ha sottolineato i possibili effetti dei grandi impianti industriali sui crinali e sulle attività turistiche nate nei borghi attraversati dal Kalabria Coast to Coast.
Particolare attenzione è stata rivolta al bosco della Gigliara, entrato quest’anno nel percorso escursionistico grazie alle attività di valorizzazione ambientale e culturale promosse da Kalabria Eco ETS.
L’imprenditore ha chiarito di non essere contrario alle energie rinnovabili, ma di ritenere indispensabile una transizione energetica rispettosa dei territori e capace di generare benefici concreti per le comunità.
Callipo ha inoltre sostenuto la necessità di privilegiare le aree già urbanizzate, tutelare i luoghi di maggiore valore naturalistico e agricolo e coinvolgere maggiormente le popolazioni nelle decisioni sul futuro dei propri territori.
Venerdì il presidio davanti alla Regione Calabria
L’appuntamento è fissato per venerdì 9 ottobre alle ore 9.30, davanti alla Cittadella regionale di Catanzaro.
Le associazioni chiedono alla Regione Calabria una posizione chiara sulla realizzazione dei nuovi grandi impianti eolici e una pianificazione energetica che tenga conto della salvaguardia del paesaggio, della biodiversità e delle economie locali.
Una mobilitazione che pone al centro una questione destinata a pesare sul futuro della Calabria: come conciliare lo sviluppo delle energie rinnovabili con la tutela di un patrimonio ambientale e paesaggistico che rappresenta anche una risorsa economica per le comunità locali.
Per i promotori, la transizione energetica non può prescindere dal rispetto dei territori e dalla partecipazione dei cittadini alle scelte che li riguardano.















