Sulla ex strada statale 522 che collega Vibo Marina a Bivona si riaccende il confronto istituzionale, ma questa volta con un punto fermo che, secondo il Comune, non lascia più spazio a interpretazioni. L’assessore alla Manutenzione e reti, Francesco Colelli, interviene con toni netti chiedendo di archiviare definitivamente la stagione dei rimpalli e passare ai fatti.
Colelli spiega di seguire “con attenzione il dibattito e le sacrosante rimostranze della popolazione delle zone marine e non solo” e punta il dito contro la Provincia di Vibo Valentia, accusata di immobilismo. “Mi lascia attonito l’atteggiamento della Provincia di Vibo Valentia, che su questa specifica problematica continua a non intervenire, alimentando inesistenti dubbi sulla proprietà della suddetta strada”, afferma.
Il richiamo alla sentenza del Tribunale
Al centro della presa di posizione c’è la sentenza n. 295/2025 del Tribunale di Vibo Valentia, indicata come elemento decisivo per chiarire le responsabilità. “La recente pronuncia, provvisoriamente esecutiva, ha chiarito in modo inequivocabile un punto che per anni è stato oggetto di rimpalli, omissioni e scarichi di responsabilità”, sottolinea l’assessore.
Il passaggio chiave è quello relativo alla titolarità dell’arteria: “La ex Strada Statale 522, nel tratto teatro del tragico incidente mortale oggetto del giudizio, è di competenza della Provincia di Vibo Valentia”.
Colelli insiste anche sul contenuto tecnico della decisione: “La sentenza ricostruisce con precisione la classificazione della strada, richiamando atti amministrativi, conferenze di servizi e perfino provvedimenti provinciali recenti”, come la delibera n. 16/2023 sul senso unico alternato nel tratto interessato. Un elemento che, evidenzia, è stato definito dal Tribunale “un indice della classificazione provinciale della strada”, confermando che “la gestione, la manutenzione e la custodia del tratto ricadono pienamente sulla Provincia”.
Sicurezza e responsabilità: cosa dice il giudizio
Non è solo una questione formale. Nella ricostruzione emersa nel giudizio civile, le condizioni della strada hanno avuto un peso determinante. “La sentenza evidenzia come la mancata manutenzione, la segnaletica inadeguata e il cattivo stato della strada abbiano contribuito in modo determinante al sinistro”, ricorda.
Un passaggio che si traduce anche in conseguenze giuridiche rilevanti: “Il Tribunale ha riconosciuto la responsabilità civile dell’ente proprietario e custode, condannando la Provincia a risarcimenti ingenti per danno parentale, biologico e patrimoniale”.
Per l’assessore, questo quadro rende impossibile ogni ulteriore rinvio: “Di fronte a un provvedimento così definito non si può più ignorare una sentenza”, anche alla luce del fatto che il ricorso presentato dall’ente “non la esime dall’espletare ciò che in primo grado è stato sancito”, soprattutto quando in gioco c’è la sicurezza quotidiana dei cittadini.
L’appello: “Intervenire subito”
Il messaggio politico è diretto e senza ambiguità. “Quella strada e i cittadini di quella porzione di territorio meritano una attenzione che per troppo tempo è mancata”, afferma Colelli, attribuendo i ritardi a “diatribe legali ormai archiviate”.
Da qui l’impegno dell’amministrazione comunale: “Il Comune di Vibo Valentia farà tutto ciò che è nelle sue possibilità istituzionali affinché la Provincia intervenga immediatamente e senza ulteriori rinvii”.
Il tema resta quello della tutela di chi percorre quotidianamente quell’arteria. “La sicurezza dei cittadini non può non essere la priorità assoluta”, ribadisce l’assessore.
Nonostante i toni duri, la chiusura è affidata a un auspicio istituzionale: “Confido, fiducioso, nella serietà del presidente L’Andolina e degli uffici dell’ente, affinché si possa ridare immediatamente decoro e sicurezza”. Una richiesta che, nelle intenzioni del Comune, segna il passaggio definitivo dalle parole agli interventi concreti.








