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9 Febbraio 2026
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Fiorita a tre passi dal baratro e Catanzaro sull’orlo del ribaltone: ecco i 14 consiglieri che hanno firmato la sfiducia

Le firme già autenticate davanti al notaio, nomi e cognomi che pesano come macigni. Ne bastano altre tre per mandare a casa il sindaco e chiudere anticipatamente una stagione politica ormai al capolinea

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Per mesi si è parlato di sfiducia, di malumori, di trame sotterranee. Stavolta no. Stavolta la politica ha messo la faccia, e soprattutto la firma. In uno studio notarile di Catanzaro, 14 consiglieri comunali hanno sottoscritto il documento che apre formalmente la strada alla decadenza del sindaco Fiorita. Un atto politico pesantissimo.

Blocco azzurro compatto

Il blocco più consistente è quello di Forza Italia, che schiera sei consiglieri: Sergio Costanzo, Antonello Talerico, Alessandra Lobello, Francesco Passafaro, Francesco Assisi e Luigi Levato. A loro si aggiunge Francesco Scarpino, formalmente nel Gruppo Misto ma ormai politicamente in orbita azzurra. Sette firme che certificano una scelta netta: l’esperienza Fiorita è considerata conclusa. All’appello, nel campo forzista, manca solo Manuela Costanzo, il cui nome resta osservato speciale in queste ore febbrili.

Il fronte del “no” si allarga e si consolida

Alla pattuglia di Forza Italia si somma quella di Azione, che aveva già mandato un segnale inequivocabile nell’ultimo consiglio comunale votando contro il piano industriale di rilancio di Catanzaro Servizi. A firmare la sfiducia sono Valerio Donato, Gianni Parisi e Stefano Veraldi. Un “no” politico prima ancora che amministrativo, oggi messo definitivamente nero su bianco.

Ha firmato anche Lea Concolino, unica rappresentante in Consiglio comunale di Noi Moderati, scelta che pesa perché rompe ogni residua ambiguità centrista. A rafforzare il fronte anti-fioritano ci sono poi Annachiara Verrengia ed Emanuele Ciciriello, entrambi di Fratelli d’Italia, segno evidente di una frattura che attraversa trasversalmente l’aula. Nel pomeriggio è arrivata anche la firma di Eugenio Riccio, in forza alla Lega, che porta il conto complessivo a 14 sottoscrizioni. Un numero che fa paura perché si avvicina pericolosamente alla soglia fatale.

Il numero che fa tremare il sindaco

Il dato politico è semplice quanto brutale: ne mancano tre. Tre firme per trasformare il documento in un atto notarile definitivo, tre firme per depositarlo in Comune e avviare formalmente la procedura di sfiducia. Mai, dall’inizio del mandato, Nicola Fiorita era arrivato così vicino al capolinea politico.

Adesso tutto è nelle mani dei consiglieri del Gruppo Misto e di quelli considerati vicini all’assessore regionale Filippo Mancuso che adesso dovrà dare un’indicazione chiara ai suoi: dentro o fuori. Le vie di mezzo non sono più possibili. Le prossime ore saranno decisive, fatte di telefonate, incontri riservati e pressioni incrociate. Perché chi firma ora non firma solo un documento: firma la fine anticipata di un’amministrazione comunale.

Gli indecisi: i nomi che possono chiudere la partita

Tra i consiglieri ancora in bilico ci sono nomi tutt’altro che marginali. Rosario Lo Stumbo, Manuele Laudadio e Giovanni Costa sono osservati speciali: la loro scelta potrebbe risultare decisiva e tutti e tre sono vicini a Filippo Mancuso più che alla Lega che si è schierata apertamente per mandare via Fiorita con la firma di Eugenio Riccio.

Sullo sfondo ci sono anche Raffaele Serò e Tommaso Serraino, entrambi considerati vicini all’assessore regionale di Fratelli d’Italia Antonio Montuoro. Due firme che, se dovessero arrivare, darebbero alla sfiducia anche una lettura di un centrodestra quanto mai compatto nel marciare verso la stessa direzione che è poi quella regionale.

Poi c’è il nome che pesa più di tutti: Fabio Celia. Ex capogruppo del Pd, oggi nel Gruppo Misto, protagonista nell’ultimo Consiglio comunale di un intervento durissimo, senza sconti, che ha messo sotto accusa il sindaco e la sua maggioranza. Un discorso che, per toni e contenuti, è sembrato molto più di una critica: un preannuncio politico. Contattato da Calabria7 Celia ha ribadito l’intenzione di firmare il documento e, in tal caso, il messaggio sarebbe inequivocabile: game over.

Il colpo di grazia o l’ultima resistenza

Intanto Sergio Costanzo affida ai social il senso dell’operazione: una scelta “chiara e coraggiosa”, un atto “propedeutico al raggiungimento della 17ª firma” e quindi alla decadenza dell’amministrazione Fiorita. Un appello esplicito ai “consiglieri volenterosi” affinché mettano “il futuro della città” davanti a ogni altra considerazione. Tradotto: o qualcuno fa un passo avanti, o la città resta sospesa in una lunga agonia politica. Ma una cosa è certa: questa volta non è un gioco di palazzo. Le firme ci sono, i numeri quasi, il sindaco trema davvero. A Catanzaro il conto alla rovescia è iniziato.

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