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19 Maggio 2026
19 Maggio 2026
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“First lady di Forza Italia? Mi basta la Calabria”: la compagna di Occhiuto frena sulle correnti e prova a spegnere i retroscena

Matilde Siracusano smentisce la nascita di una corrente Occhiuto in Forza Italia e riduce l’appuntamento di mercoledì a "un semplice convegno"

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Si tratta di un semplice convegno“, ribadisce Matilde Siracusano, sottosegretaria Forza Italia ai Rapporti con il Parlamento, ai microfoni di “Un Giorno da Pecora” su Rai Radio1. Alla domanda se mercoledì nascerà una corrente riconducibile a Roberto Occhiuto, la risposta è netta: “assolutamente no”. La versione ufficiale parla di normalità politica e respinge le ipotesi di manovre interne, liquidate come “ricostruzioni giornalistiche”.

Il convegno che divide

Nelle parole della sottosegretaria, l’appuntamento sarebbe uno dei tanti: un evento tematico, non un laboratorio di posizionamenti. Eppure, proprio l’insistenza nel negare l’esistenza di una corrente alimenta il dibattito. Perché, come spesso accade, quando un convegno diventa oggetto di smentite preventive, il sospetto è che stia misurando equilibri e consensi.

Occhiuto al centro, Calabria sullo sfondo

Il nome di Roberto Occhiuto, presidente della Regione Calabria e vicepresidente Forza Italia, resta il perno del racconto. Non tanto per dichiarazioni esplicite, quanto per il peso politico che la Calabria ha assunto nel partito: una regione-laboratorio dove governo locale, ruoli nazionali e ambizioni interne si intrecciano.

Ironia e “first lady”: la risposta di Siracusano

Alla battuta sulla possibile “first lady” di Forza Italia — visto il legame personale con Occhiuto — Siracusano replica con ironia: “A me basta essere la “first lady” calabrese“. Una risposta che sdrammatizza, ma non cancella il nodo politico: il confine tra vita privata e dinamiche di partito resta terreno scivoloso.

Un partito “vivo”, dice FI

Il messaggio finale è chiaro: Forza Italia è viva. Se ne fanno tanti di convegni, si dice. Ma nel clima attuale, ogni iniziativa diventa segnale, ogni agenda test, ogni smentita notizia.
E così, mentre la dirigenza invita a leggere tutto come ordinaria amministrazione, il caso continua a far parlare. Perché in politica, a volte, negare è già ammettere che qualcosa si muove.

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