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27 Marzo 2026
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Fondi Ue “dirottati” alla difesa? Scontro totale in Calabria. Tridico: “I cannoni non riempiono gli acquedotti”. Occhiuto: “È fake news”

Il governatore contro tutti: "Polemiche ridicole. Sono soldi per la Protezione Civile". Pd va all'attacco: "I calabresi chiedono cure, non cannoni"

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Una cifra apparentemente modesta — 14,8 milioni di euro — è diventata il detonatore di uno scontro politico che attraversa l’intera classe dirigente calabrese. Al centro della disputa, la riprogrammazione dei fondi europei di coesione 2021-2027 e la voce “difesa” comparsa nei documenti della revisione intermedia. Una scelta che ha scatenato reazioni durissime dall’opposizione, con il presidente della Regione Roberto Occhiuto costretto a intervenire direttamente per respingere le accuse.

Occhiuto: “Polemiche ridicole, è una fake news”

Il governatore non usa giri di parole. “Leggo polemiche ridicole, mosse evidentemente da chi parla senza studiare: uno spettacolo francamente imbarazzante”, attacca Occhiuto. “Non è assolutamente vero che la Regione Calabria abbia destinato 14,8 milioni di euro dei fondi europei di sviluppo e coesione per spese di difesa: si tratta di una fake news”.

La replica è puntuale. Secondo il presidente, “quelle risorse sono invece state finalizzate, grazie a una nostra abile rimodulazione, al rafforzamento della Protezione Civile, un ambito cruciale per il nostro territorio”. Nel dettaglio tecnico, la riprogrammazione ha introdotto nel PR Calabria 2021-2027 la cosiddetta Azione 3bis 3.1, dedicata agli “Interventi per la resilienza e la multifunzionalità delle infrastrutture di Protezione Civile”.

Gli interventi finanziabili, precisa Occhiuto, “sono esclusivamente indirizzati a compiti civili in risposta a calamità naturali”: adattamento ai cambiamenti climatici, prevenzione degli incendi, gestione delle catastrofi, sistemi antirischio sismico. La gestione sarà affidata al Dipartimento di Protezione Civile, con l’obiettivo di potenziare mezzi, attrezzature specialistiche e sistemi di monitoraggio digitale.

Il contesto europeo: quando la coesione piega verso la geopolitica

La vicenda calabrese non nasce nel vuoto. Si inserisce in una trasformazione strutturale delle priorità europee: a livello continentale, gli Stati membri hanno complessivamente riprogrammato 34,6 miliardi di fondi di coesione, di cui 11,9 miliardi destinati alla difesa. L’Italia ha riprogrammato 7,08 miliardi su 35 programmi, con 248 milioni espressamente indirizzati al comparto militare. La Calabria è tra le sei regioni italiane che hanno accolto la nuova priorità della difesa nella revisione. Seconda solo alla Sicilia, che guida questa particolare classifica con quasi 200 milioni.

Tridico (M5S): “I cannoni non riempiono gli acquedotti”

Tra le voci più critiche c’è quella di Pasquale Tridico, europarlamentare e capodelegazione M5S a Bruxelles. “La politica di coesione nasce per ridurre i divari territoriali e sostenere sviluppo, infrastrutture e coesione sociale”, ricorda Tridico, sottolineando come la revisione avviata nel 2025 stia “aprendo progressivamente questi fondi anche a priorità di sicurezza e difesa, modificando in profondità il loro perimetro originario”.

La sintesi politica è affidata a un’immagine efficace: “La Calabria ha ancora strade che franano, rubinetti a secco e paesi che si svuotano. Non è questo il momento di guardare altrove e i cannoni non riempiono gli acquedotti”. Sulla dimensione della cifra, Tridico è altrettanto netto: “Quei 14,8 milioni di euro rappresentano una cifra troppo limitata per essere una svolta strategica, ma troppo significativa per essere liquidata come dettaglio tecnico”.

Il Pd: “La vera sicurezza dei calabresi passa dalla salute”

Duro anche l’attacco dei consiglieri regionali del Pd Calabria: Ernesto Alecci (capogruppo), Rosellina Madeo (vicepresidente Commissione Sanità), Giuseppe Ranuccio (vicepresidente del Consiglio Regionale) e Giuseppe Falcomatà (vicepresidente Commissione Bilancio). “In una regione che ogni anno destina oltre 360 milioni di euro alla mobilità sanitaria, costringendo migliaia di cittadini a curarsi fuori dai propri confini, appare quantomeno discutibile scegliere di orientare una parte delle risorse europee verso il comparto della difesa”, affermano i dem.

Il punto, per i consiglieri, è istituzionale prima che ideologico: “Il governo regionale guidato da Roberto Occhiuto è chiamato a operare scelte coerenti con i bisogni reali del territorio e dei cittadini calabresi, non a rispondere a diktat romani”. E tra queste scelte, rimarcano, “il più urgente resta il rafforzamento del sistema sanitario: ospedali efficienti, tecnologie moderne, personale qualificato”. La chiusura è affidata a un appello diretto: “I calabresi non chiedono strategie lontane, ma risposte vicine. Non chiedono scenari, ma cure. La sfida più urgente non si combatte ai confini: si combatte nei reparti, nelle corsie, nelle attese troppo lunghe”.

La posta in gioco

Al di là delle dichiarazioni, la controversia tocca un nervo scoperto della programmazione europea nelle regioni del Sud. La revisione intermedia della politica di coesione 2021-2027 era stata presentata attorno a bisogni urgenti e concreti: 146 milioni per il ciclo idrico, 111 per l’housing sociale, 15,5 per la protezione civile. Contestualmente, però, venivano definanziati 87 milioni per la riqualificazione stradale delle aree interne. Una contraddizione che, al netto delle dispute sulla natura degli interventi — difesa o protezione civile — alimenta il dibattito sulla direzione che la spesa pubblica europea sta prendendo nelle aree più fragili del continente.

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