Vale molto più di un assessore con deleghe importanti il capogruppo regionale del partito piu’ forte della coalizione di governo. Ecco perché la fondamentale carica istituzionale, per ora vacante, all’interno di Forza Italia non può essere assegnata solo a portatori di voti ambiziosi e senza costrutto o, peggio, in base ad umori gradassi di chi erroneamente si senta padrone di una forza, anche per colpa di tante yes woman e yes man che ne nutrono il delirio di onnipotenza, ben guardandosi dal dirgli che la storia delle leadership (anche regionali) è piena di ‘pompati’ sgonfiatisi in un attimo.
Un’attività pericolosa
Dopo l’umiliante distacco dell’ex capo delegazione a Palazzo Campanella, Domenico Giannetta, transitato tra una supercazzola e l’altra alla corte di Vannacci, (“mi sposto a destra ma rimango moderato..”) gli azzurri sono già alla ricerca del sostituto, il quale mai come ora deve essere un conciliatore e dalla capacità rasserenante, sul cui profilo possano convergere, se non tutte, parte buona delle anime forziste, specie quelle scontente dalla disciplina sportiva imposta da Roma: il paracadutismo elettorale. Un’attività pericolosa, non solo nei cieli , ma anche nel terrenissimo ambito politico. Infatti, quel che le donne, e gli uomini, del granaio azzurro cominciano a dirsi tra loro, fuori e dentro le chat, è che la Calabria, se non si interviene, possa essere usata come un elicottero per paracadutare un bel po’ di ‘cocchini’ di Arcore e di Roma non sicurissimi della loro riconferma parlamentare. Una prospettiva vista col fumo negli occhi da quella dorsale dirigenziale che ha fatto grande il partito calabrese e non ha certo intenzione di vederlo utilizzare da ‘azionisti’ e raccomandati come poltronificio.
Non si scopre ora il paracadutismo
Sian ben chiaro, la Calabria, come altre regioni, non scopre ora il paracadutismo. Sono lustri che destra e sinistra usano la ben nota generosità di certe circoscrizioni elettorali per portare a Roma o a Bruxelles perfetti sconosciuti. Oggi però il rischio avvertito dalla base azzurra, che esiste e ragiona con la propria testa, è che di questa generosità i supremi capi abusino. Ecco la ragione per la quale l’un tempo blocco granitico forzista , al di là delle fuoriuscite, oggi presenta qualche inquietante crepa, che va ripianata subito. Oltre al Presidente della regione, sta a donne e uomini di spessore come Pasqualina Straface e Gianluca Gallo rassicurare la base che non verrà emunta fino all’ultima goccia di consenso per favorire la promozione di fighette e fighetti alieni. Stessa mission di stampo moderato sarà verosimilmente attribuita ad Emanuele Ionà, in pole position per la carica di capogruppo in consiglio regionale. Una candidatura, la sua, su cui, almeno per ora, non esistono contrarietà e quindi pericoli di bruciatura. Inoltre, dopo lo smacco giannettiano, la squadra deve mettere a centrocampo gente che sappia passare la palla a tutti, non solo ai giocatori delle solite due province.












