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25 Marzo 2026
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Frana su costone a San Giovani in Fiore, il Comitato ’18 gennaio’ tuona: “Sicurezza sacrificata per il consenso”

Il sodalizio civico evidenzia: "Il fallimento della Ztl ora minaccia l'incolumità dei cittadini di viale della Repubblica"

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“Il limite è stato superato. Mentre l’Amministrazione Ambrogio-Consorte si crogiola in proclami e nastri tagliati a favore di camera, la realtà presenta il conto. Un conto salato, scandito dalle sirene dei Vigili del Fuoco che ieri sono dovuti intervenire d’urgenza in Viale della Repubblica”.  Uno smottamento del costone, ampiamente prevedibile, ha messo a nudo la fragilità di un territorio abbandonato e, soprattutto, la gestione scellerata dei fondi pubblici da parte di chi governa il Comune”. E’ quanto afferma il Comitato 18 Gennaio di San Giovanni in fiore.

Il furto di sicurezza: un milione di euro sparito

Il Comitato aggiunge: “La gravità dei fatti è documentata: nel settembre 2020, la precedente Amministrazione aveva ottenuto dal Ministero dell’Interno circa un milione di euro per il risanamento di quel preciso costone, indicato dalla Protezione Civile come area ad alto rischio idrogeologico. Cos’ha fatto l’amministrazione Succurro? Con una manovra che definire “allegra” è un eufemismo, ha distratto quei fondi, dirottandoli verso la realizzazione della ZTL. Hanno scelto la vetrina al posto della vita, il maquillage urbano al posto della messa in sicurezza delle case e delle famiglie.

ZTL: un disastro su tutti i fronti

Il Comitato aggiunge: “Il risultato di questa “brillante” operazione è oggi sotto gli occhi di tutti: insicurezza idrogeologica: Decine di famiglie vivono nella paura, con un costone che frana sopra le loro teste. Economia in ginocchio: Una ZTL che ha spaccato in due il centro, desertificando le attività commerciali e paralizzando il traffico in un territorio montano dalla viabilità complessa. La beffa finale: Dopo aver difeso l’opera con arroganza contro residenti e commercianti, l’amministrazione ne annuncia ora la riapertura. Un’ammissione di fallimento totale”.

Dalla politica alla Procura

Conclude il Comitato: “I cittadini di Viale della Repubblica, stanchi di essere ignorati, non sono rimasti a guardare. È stata presentata una formale denuncia-querela alla Procura della Repubblica di Cosenza. La Guardia di Finanza è già al lavoro per indagare su questo illegittimo dirottamento di fondi. Il silenzio non deve essere scambiato per rinuncia o rassegnazione: è l’attesa di una giustizia che faccia luce su pratiche amministrative opache e incompatibili con l’etica pubblica. Siamo di fronte alla certificazione di un fallimento che va oltre la politica. È il fallimento di un metodo arrogante che antepone l’apparenza all’interesse della comunità. Aver sacrificato la sicurezza dei cittadini per un’opera inutile, oggi ufficialmente dichiarata tale anche da chi l’ha imposta, non è solo un errore amministrativo: è una colpa morale di cui qualcuno dovrà rendere conto nelle sedi opportune”.

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