Nel Catanzarese non ci sono soltanto riconferme e vittorie nette. Ci sono anche i ribaltoni, quelli che cambiano gli equilibri politici locali e raccontano comunità divise quasi a metà. Il caso più emblematico arriva da Girifalco, dove Mario Deonofrio torna alla guida del Comune dopo una sfida serratissima contro il sindaco uscente Pietrantonio Cristofaro.
Il candidato della lista “Insieme per Girifalco” ha vinto con 2.899 voti, superando Cristofaro, alla guida di “Visione Girifalco”, fermo a 2.828 preferenze. Una distanza minima: appena 71 voti. Una manciata di schede che ha trasformato lo scrutinio in una lunga maratona politica, seguita con apprensione dai sostenitori di entrambi gli schieramenti fino al verdetto finale.
Una città spaccata in due
Il dato di Girifalco racconta una città divisa, con due blocchi elettorali molto vicini e una competizione rimasta aperta fino all’ultima sezione. Cristofaro puntava alla riconferma dopo gli anni trascorsi alla guida dell’amministrazione, ma il suo radicamento non è bastato a contenere il ritorno di Deonofrio.
Per il nuovo sindaco si tratta di una vittoria dal forte valore simbolico. Deonofrio è una figura storica della politica girifalcese, già sindaco per molti anni e protagonista di diverse stagioni amministrative. La sua esperienza si era interrotta con la sfiducia che aveva segnato uno dei passaggi più delicati della vita politica cittadina. Nel 2015 era arrivata anche la sconfitta proprio contro Cristofaro. Dieci anni dopo, il risultato si ribalta.
Burdino la più votata, il peso dell’uscente resta
La sconfitta di Cristofaro non cancella il peso politico della sua area. Tra i dati più significativi emersi dalle urne c’è infatti l’exploit personale della vicesindaca uscente Alessia Burdino, candidata più votata in assoluto dell’intera competizione, con oltre 400 preferenze. Alle sue spalle, nello stesso schieramento, anche la consigliera uscente Delia Ielapi ottiene un risultato importante.
Montauro cambia pagina: vince Schipani
L’altro ribaltone arriva da Montauro, dove Giuseppe Schipani strappa la fascia tricolore al sindaco uscente Giancarlo Cerullo. Il candidato di “Cambiamo Montauro” ha ottenuto 619 voti, pari al 46,79%, imponendosi in una competizione a tre che ha frammentato il consenso. Cerullo, sostenuto da “Amare Montauro”, si ferma a 441 voti, pari al 33,33%. Più distante Pantaleone Procopio, già sindaco prima dell’era Cerullo, che con “Montauro guarda avanti” raccoglie 263 voti, pari al 19,88%.
La scissione che ha pesato
Il dato politico più interessante di Montauro riguarda gli equilibri interni alla vecchia maggioranza. Nella vittoria di Schipani pesa infatti la scelta di Paolo Mattia, indicato come il primo vero scissionista dell’area Cerullo. Una frattura che ha inciso sulla tenuta dell’amministrazione uscente e ha favorito la costruzione di un’alternativa competitiva. La vittoria di Schipani non è dunque soltanto il successo di una lista contro un’altra. È il segnale di una rottura maturata dentro il precedente blocco di governo e poi esplosa nelle urne.








