I tempi sarebbero pure maturi, ma le perturbazioni interne ed esterne alla maggioranza regionale consiglierebbero di attendere un altro pò. Il problema è quanto aspettare ancora. “Sono passati già 6 mesi dall’inizio della nuova legislatura e l’allargamento della giunta a 9 stenta a prendere forma “, sussurra qualche scontento dalle parti di Noi Moderati e Lega.
Assessorati contro sottosegretari
Sì, perché salvo stravolgimenti “contrattuali”, dei quali peraltro non si ha notizia, a ciascuno di loro spetta un assessorato, e non un inutile sottosegretario, malgrado i corifei di regime si applichino con costanza per giustificare l’introduzione della “fondamentale” istituzione nella Magna Carta calabrese. Finora il governatore aveva potuto prendere tempo sul presupposto che bisognava completare le formalità procedurali legate alla approvazione del nuovo statuto, ma anche sulla evidenza che entrambi gli alleati non avessero le idee chiare in ordine ai nomi da proporgli.
Partiti in fermento
Ora però che non esistono più ostacoli formali, i partiti interessati sono in fermento, sebbene il tasso di decisione al loro interno sia assai diverso. Noi Moderati infatti, da un bel pò ha le idee chiare su chi spedire in giunta: Vito Pitaro oppure la personalità che lo stesso fortissimo consigliere regionale di Vibo Valentia sta proteggendo con l’accordo di Pino Galati e, ovviamente, del leader nazionale, Maurizio Lupi.
La Lega tra correnti e incertezza
Nebbia totale, invece, dalle parti della Lega dove l’indecisione su chi proporre ad Occhiuto regna sovrana. E meno male che la nomina della commissaria Sudano doveva chiarire le idee. Macchè!
La Lega continua ad essere una federazione di correnti, ognuna delle quali porta avanti il proprio nome per l’esecutivo regionale. In siffatte condizioni, difficile che se ne venga fuori con una proposta realmente unitaria.
L’attesa della mossa di Salvini
Di qui, l’invocazione dell’intervento risolutivo del leader nazionale, Matteo Salvini, che potrebbe prendere l’iniziativa già alla fine di questa settimana, dopo aver sentito a Roma tutte le sensibilità a bordo del variegato Carroccio calabrese. Pare, in proposito, che il Capitano non voglia perdere il prezioso apporto dell’ex governatore Peppe Scopelliti, che sta dimostrando di essere un leader ancora in formissima, nonostante sia solo al 10% del proprio rendimento. Meglio accontentarlo allora, in previsione delle prossime elezioni politiche. Tanto più che “Peppe ha giocato un’ottima partita regionale a sostegno di Sarica e si appresta a fare risultato anche alle imminenti amministrative reggine “.
Derby interno e scenari aperti
La Lega è dunque a un bivio: o fa sintesi in tempi rapidissimi oppure Occhiuto procederà con una nomina assessorile di sua strettissima osservanza. Non a caso si (ri) parla di un derby bruzio improvvisamente riaccesosi tra due player pesanti: Succurro e Caputo.
La posta in palio è altissima, gli equilibri sull’asse silano oltremodo delicati. Per questo potrebbe spuntare un terzo nome, sempre che Salvini non riaffermi con il dovuto vigore il diritto di avere nella giunta calabrese un secondo assessore.
Il nodo sottosegretari
Capitolo sottosegretari. “Con il bordello creato dalle opposizioni, forse è meglio temporeggiare”. Tanto più che nessun difensore d’ufficio, neanche tra quelli vicini al centrodestra, è riuscito a difendere l’indifendibile ovvero l’introduzione del mostriciattolo sottosegretariale nell’ordinamento regionale. E allora, meglio far calare la tensione, sussurra Radio Cittadella.








