Lo scontro è ormai aperto. Dopo le parole del presidente della Regione Calabria, Roberto Occhiuto, che nelle scorse settimane aveva accusato il procuratore di “infangare la Calabria” invitandolo a chiedere scusa ai calabresi, arriva la risposta – durissima – di Nicola Gratteri. E il magistrato lo sottolinea senza giri di parole, chiamando direttamente in causa il governatore: “Il presidente della giunta regionale della Calabria, che in questo momento è indagato, ha detto che Gratteri deve chiedere scusa ai calabresi”.
Una replica che non lascia spazio a mediazioni e che segna un salto di livello nello scontro tra politica e magistratura. “Io devo chiedere scusa ai calabresi? Io devo chiedere scusa ai calabresi?”
“Potevo andare al Nord, ho scelto la Calabria”
Gratteri ripercorre la sua storia professionale per rivendicare una scelta precisa: “Quando ho vinto il concorso in magistratura nel 1986, ero messo bene in graduatoria e potevo andare a lavorare in Toscana, in Emilia Romagna, in Piemonte, in Lombardia. Ho scelto di restare”.
Una decisione che, nelle sue parole, ha definito tutta la sua carriera. “Ho iniziato a lavorare a Locri, ho fatto il giudice civile, la sezione agraria, la sezione lavoro, poi il pretore a pochi chilometri da casa mia”.
Il prezzo pagato: “Ho arrestato i miei compagni di scuola”
Il passaggio più forte è quello personale: “Ho arrestato i miei compagni di scuola, i miei compagni di giochi. Li ho inseguiti nel mondo”. Un racconto che restituisce il peso concreto della lotta alla ’ndrangheta. “Ho dedicato la mia vita, la mia libertà alla Calabria”.
“Abbiamo liberato territori dalla ’ndrangheta”
Il procuratore rivendica i risultati ottenuti: “Assieme ai miei colleghi e alla polizia giudiziaria abbiamo ridato il sorriso, abbiamo liberato territori della provincia di Vibo e della provincia di Crotone”.
L’attacco alla politica: “Chi non spende i soldi per le fiumare?”
Poi l’affondo sul piano amministrativo: “Io devo chiedere scusa ai calabresi o chi non spende i soldi nemmeno per arginare le fiumare, che ogni volta che piove due giorni di seguito ci sono danni incredibili?”. Il finale è netto: “Con la vita che ho fatto in Calabria, con quello a cui ho rinunciato per i calabresi, io devo chiedere scusa ai calabresi?”.








