La caduta dell’amministrazione comunale di Zambrone apre un nuovo capitolo nel confronto politico cittadino. Tra i sei consiglieri che il 26 settembre 2026 hanno rassegnato contestualmente le dimissioni, facendo venire meno i numeri necessari alla prosecuzione del mandato del sindaco Corrado L’Andolina, c’è anche Mariana Iannello. La consigliera ha affidato a una lunga riflessione le ragioni della decisione, rivendicando una scelta maturata nel tempo e legata, a suo dire, alla necessità di tutelare la comunità.
La decisione ha segnato la conclusione anticipata dell’esperienza amministrativa di L’Andolina, che ha comportato anche la decadenza dalla presidenza della Provincia di Vibo Valentia.
“Un gesto dovuto alla comunità”
Iannello definisce quella compiuta insieme agli altri consiglieri una scelta dal peso politico rilevante, sostenendo di averla assunta nella convinzione che fosse necessaria per Zambrone.
“Il peso della decisione presa non è indifferente a nessuno di noi consiglieri firmatari, ma era un gesto dovuto alla comunità, un’azione politica”, afferma la consigliera, secondo cui negli ultimi anni il paese sarebbe stato attraversato da una crescente contrapposizione.
Nella sua ricostruzione, la politica avrebbe finito per alimentare divisioni e contrasti, lasciando in secondo piano quei valori di unione e solidarietà che, a suo giudizio, dovrebbero caratterizzare una comunità.
Dalla prima sfiducia alle nuove dimissioni
Il passaggio decisivo della vicenda, per Iannello, affonda le radici nel precedente tentativo di mettere fine all’amministrazione. Nell’ottobre 2025 un’iniziativa di sfiducia non era infatti andata a buon fine. Le cronache dell’epoca riportavano già una forte contrapposizione tra L’Andolina e una parte dei consiglieri.
Iannello ricorda di aver scelto allora di aderire al gruppo che puntava alla sfiducia, pur senza riuscire a raggiungere l’obiettivo. “Un anno fa ho preso l’amara decisione di unirmi al gruppo che promuoveva la sua sfiducia, non andò a buon fine ma, come dissi allora, era una partita a scacchi non ancora conclusa”, scrive.
Questa volta, però, il passaggio politico si è concretizzato. Le dimissioni di sei consiglieri su undici, con tre esponenti della maggioranza e tre dell’opposizione, hanno determinato la conclusione anticipata dell’amministrazione.
Il rapporto con il sindaco e le deleghe
Nel messaggio, Iannello individua anche nella gestione delle deleghe amministrative uno degli elementi che avrebbero contribuito alla sua decisione. La consigliera cita in particolare pubblica istruzione, associazionismo, artigianato, rapporti con il cittadino e welfare.
È soprattutto quest’ultima delega a essere richiamata con particolare partecipazione. Iannello racconta di aver avuto modo, attraverso l’attività amministrativa, di entrare in contatto con situazioni di fragilità e difficoltà vissute da alcuni cittadini.
“È grazie alla cura dei servizi essenziali e fondamentali ai miei concittadini più in difficoltà che mi sono resa conto di quanto silenzio e dolore si nascondano nei cuori delle persone meno aspettate”, sostiene la consigliera, spiegando di aver cercato di offrire aiuto con riservatezza e rispetto.
Secondo la sua ricostruzione, dopo aver rimesso le deleghe nelle mani del sindaco avrebbe continuato a chiedere che quei servizi non venissero trascurati, arrivando anche a manifestare la propria disponibilità a occuparsene direttamente qualora fosse stato necessario.
“Nulla è cambiato dopo il primo tentativo”
Uno dei punti centrali della riflessione di Iannello riguarda proprio ciò che, a suo giudizio, sarebbe accaduto dopo il fallito tentativo di sfiducia del 2025.
“Nulla è cambiato nemmeno dopo il primo tentativo di sfiducia”, afferma la consigliera, sostenendo che quell’episodio avrebbe dovuto rappresentare un momento di riflessione per l’amministrazione.
Nella sua lettura, sarebbe invece prevalsa una dinamica opposta: “Avrebbe dovuto scuotere l’animo del sindaco e spingerlo a riflettere facendo un ‘mea culpa’ sul suo agire, invece è scaturito in lui un senso di ‘onnipotenza’, portandolo a persistere nell’errore”.
Si tratta della ricostruzione politica di Iannello, che attribuisce quindi alla mancata ricomposizione dei rapporti una delle ragioni della successiva rottura.
“La mia coerenza di pensiero non poteva essere barattata”
La consigliera rivendica infine la continuità della propria posizione, anche a costo di assumere scelte politicamente scomode.
“La mia coerenza di pensiero non poteva essere barattata con le apparenze, l’ipocrisia non appartiene al mio essere”, scrive Iannello, ricordando di aver scelto in precedenza di proseguire la propria attività all’interno di un gruppo misto, anche senza il sostegno di altri esponenti.
Il passaggio conclusivo è affidato proprio al concetto di coerenza: “La coerenza non è comoda, è una condanna… ti fa perdere amici ma ti salva nel momento in cui dovrai guardarti allo specchio”.
Zambrone verso una nuova fase politica
Le dimissioni dei sei consiglieri hanno chiuso anticipatamente la seconda esperienza amministrativa di Corrado L’Andolina e aperto una nuova fase per il Comune. L’Andolina, che guidava Zambrone dal 2016 e aveva ottenuto la riconferma nel 2021, ha successivamente affidato a un messaggio pubblico il proprio commiato dalla comunità.
La dichiarazione di Mariana Iannello si inserisce dunque nel confronto sulle ragioni che hanno portato alla rottura definitiva degli equilibri in Consiglio comunale. Una scelta che la consigliera presenta come il risultato di un percorso iniziato già con la crisi del 2025 e culminato, un anno dopo, nelle dimissioni che hanno fatto cadere l’amministrazione.













