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9 Marzo 2026
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Idonei dei concorsi scrivono a Meloni: “Sostenga la legge regionale per il nostro futuro”

In Calabria oltre mille idonei chiedono l’approvazione della proposta presentata dalla Lega. “C’è bisogno di personale nella pubblica amministrazione”

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Un gruppo di idonei calabresi ha inviato una lettera alla presidente del Consiglio Giorgia Meloni per chiedere un intervento a sostegno della proposta di legge regionale presentata in Calabria dalla Lega, finalizzata a sbloccare la situazione dei candidati risultati idonei nei concorsi pubblici.“Ci rivolgiamo a lei – scrivono – anche nella qualità di leader del primo partito italiano affinché non si perda la possibilità di dare un futuro a ciascuno di noi”.
Secondo quanto spiegano nella lettera, in Calabria sono oltre mille le persone risultate idonee ai concorsi pubblici, in un contesto in cui, dalla sanità ai servizi, dai comuni agli enti regionali, si registra un forte fabbisogno di personale.

Le critiche alla politica regionale

Nel documento gli idonei esprimono rammarico per il mancato sostegno politico alla proposta. “Dispiace – affermano – che il suo partito a livello regionale non sia intervenuto sufficientemente a sostegno della proposta di legge. Lo hanno fatto Partito Democratico e Movimento 5 Stelle, pur trattandosi di una proposta presentata da un partito di centrodestra”.
Gli idonei sottolineano inoltre di aver sospeso ogni mobilitazione, precisando di non voler entrare in logiche partitiche. Tuttavia avvertono che, se la legge non sarà approvata, la responsabilità ricadrà su chi governa a livello regionale e nazionale.

Il riferimento alla magistratura e l’appello a Ferro

Nella lettera si ricorda anche come alcune vicende siano state affrontate in sede giudiziaria. “Chi di noi ha avuto giustizia lo deve esclusivamente ai magistrati che hanno censurato tante violazioni”.
Gli idonei affermano inoltre di aver scritto pubblicamente alla sottosegretaria all’Interno Wanda Ferro per chiedere sostegno, ma senza ricevere risposta.

L’appello finale

“Rivendicare con civiltà e rispetto un diritto – scrivono – significa anche capire chi ci ostacola e chi ci sostiene, diventando massa attiva di una democrazia partecipata in una terra in cui la ‘Ndrangheta continua a occupare spazi di sovranità”.
La lettera si conclude con un appello diretto alla premier e agli eletti calabresi: “Confidiamo in un suo intervento e in quello dei consiglieri regionali e dei parlamentari. Crediamo ancora che la politica sia rappresentanza e sensibilitàe che non ascoltare queste esigenze significhi non essere in sintonia con il popolo”.

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