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14 Aprile 2026
14 Aprile 2026
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Idonei PA Calabria, nasce il fronte comune. Sono oltre 1400 le adesioni per la tutela del merito

Il Comitato Funzionari Auditor si unisce al coordinamento "Idonei Calabria PA". La richiesta è chiara: stop ai nuovi concorsi e scorrimento immediato delle graduatorie vigenti

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La battaglia per il riconoscimento del merito nella Pubblica Amministrazione calabrese compie un salto di qualità organizzativo. Dopo mesi di mobilitazione autonoma, il Comitato Idonei Funzionari Auditor ha annunciato la decisione di confluire nel gruppo “Idonei Calabria PA”. Questa fusione mira a creare un fronte unico e compatto per spingere verso il deposito di una proposta di legge regionale che metta fine alla stagione dei “concorsi fotocopia”. La volontà dichiarata è quella di dare il giusto riconoscimento a chi ha già superato prove selettive complesse, evitando che competenze e professionalità già accertate vengano ignorate a favore di nuove, dispendiose procedure concorsuali per figure analoghe.

I numeri della protesta: una mobilitazione in ascesa

La portata del malcontento è testimoniata da una crescita esponenziale dei consensi. A soli tre giorni dalla costituzione della nuova realtà unitaria, che mette insieme decine di graduatorie attive, il coordinamento ha già raccolto 1.435 adesioni. Un numero in costante aggiornamento che certifica quanto il tema dello scorrimento delle graduatorie sia sentito tra i professionisti calabresi. L’unione delle forze, coordinata dall’avvocato Luana Tassone nella sua doppia veste di Presidente del Comitato Auditor e rappresentante nel Coordinamento regionale, punta a trasformare una sommatoria di istanze individuali in un interlocutore politico imprescindibile.

L’appello alle istituzioni: “Siate orgogliosi dei vostri professionisti”

Il Comitato non chiede solo visibilità, ma un confronto tecnico e politico immediato. L’invito è rivolto innanzitutto alle sigle sindacali, affinché facciano proprie le rimostranze dei vincitori e idonei senza cattedra, ma la pressione è esercitata soprattutto sulla classe dirigente a ogni livello. “L’appello che indirizziamo alle istituzioni è quello di accogliere le nostre istanze e mostrare orgoglio per i professionisti della propria Regione” si legge nella nota ufficiale. La richiesta finale ai rappresentanti politici è un richiamo alla responsabilità: agire concretamente per permettere a centinaia di professionisti di contribuire allo sviluppo della Calabria, ponendo fine a un limbo occupazionale che penalizza l’efficienza stessa degli enti pubblici.

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