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8 Aprile 2026
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Il Corriere della Sera cita Calabria7: la battaglia sui costi dei sottosegretari arriva sui giornali nazionali

L'inchiesta sulla Legge 12/2026 ripresa da Gian Antonio Stella smonta i conti della giunta Occhiuto: stipendi, auto, missioni e staff costano milioni a una regione con i redditi più bassi d'Italia

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Quello che Calabria7 aveva denunciato per primo diventa un caso nazionale. Gian Antonio Stella, una delle firme più autorevoli del Corriere della Sera, dedica oggi la sua rubrica Tuttifrutti — pagina 29 — alla Legge regionale n. 12/2026 e ai suoi costi per le casse della Calabria. Materia prima dell’analisi proprio la nostra dettagliata inchiesta. A conferma della solidità del lavoro giornalistico svolto da questa redazione e di una vicenda che adesso approda oltre i confini regionali.

Cosa scrive Stella: i numeri che fanno discutere

La colonna di Stella non lascia spazio a interpretazioni rassicuranti. Il punto di partenza è il divario reddituale tra Nord e Sud: le famiglie calabresi hanno chiuso il 2024 con un reddito pro capite di 16.800 euro, poco più della metà di quello registrato in Trentino-Alto Adige e Lombardia, e persino inferiore ai 25mila euro del Lazio. Dati certificati dall’ultimo rapporto Unioncamere-Tagliacarne.

Su questo sfondo, la giunta guidata dal governatore Roberto Occhiuto ha scelto di ampliare la propria struttura con due nuovi sottosegretari, ciascuno dei quali percepirà 14.470 euro mensili — cifra che si avvicina pericolosamente al reddito annuale medio di un calabrese.

Le prebende scoperte: auto, missioni, staff

È proprio a questo punto che Stella richiama il lavoro di Calabria7, che aveva analizzato il testo della legge — definita nel pezzo del Corriere — scoprendo una serie di voci di spesa che il dibattito politico ufficiale aveva lasciato nell’ombra. Nel dettaglio: il contributo auto da 3.114 euro mensili, prima riservato solo a presidente e vicepresidente, viene esteso a tutti gli assessori regionali; la forfettaria missioni da 1.034 euro mensili viene allargata a una platea di undici tra assessori e nuove figure politiche; ciascun sottosegretario avrà diritto a uno staff di tre persone, con una spesa complessiva per entrambe le strutture che oscilla tra un minimo di 434.692 euro e un massimo di 625.269 euro annui, a seconda della natura contrattuale del personale impiegato. Il totale delle prebende distribuite dalla legge si attesterebbe attorno ai due milioni di euro l’anno.

La Calabria che non può permetterselo

Stella chiude con un affondo che sintetizza la contraddizione di fondo: la Calabria è la regione con la sanità più in difficoltà d’Italia, i redditi più bassi e il tasso di emigrazione giovanile più alto. In questo quadro, l’ampliamento della struttura di governo e la moltiplicazione dei benefit appare — per usare le parole del columnista del Corriere — come un “ritocco” pensato per “accontentare gli appetiti di commensali non ancora seduti alla mensa dei ricchi epuloni”. Una frase che, al netto della vis polemica, fotografa una distanza — tra chi governa e chi viene governato — che i numeri della legge rendono difficile ignorare.

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