Centinaia di candidature, una quarantina di incarichi, procedure consolidate e nomi che si rincorrono da una legislatura all’altra. Il Consiglio regionale della Calabria apre la stagione delle nomine e i numeri parlano da soli: in 104 si candidano per fare i revisori dei conti, in 65 per il Corecom, in 76 per Fincalabra. Garanti, difensori civici, componenti di consulte e osservatori — posti retribuiti e non, indennità o semplici rimborsi spese — tutti ugualmente ambiti. Il sottogoverno regionale non conosce crisi.
Al centro del dibattito politico delle ultime settimane ci sono le nomine che, per peso simbolico e visibilità pubblica, concentrano le attenzioni maggiori. Per il garante dell’infanzia e dell’adolescenza e per il garante della salute, l’elenco definitivo approvato dall’ufficio di presidenza conta 16 candidati — dodici sono stati esclusi nella fase di selezione preliminare. Non va meglio per il garante della salute, la cui rosa sottoposta al vaglio dell’assemblea si compone di 12 nomi, con 15 candidati rimasti fuori. Sul fronte del difensore civico, la competizione si fa ancora più affollata: sono 29 i candidati rimasti in lizza, mentre quattro sono stati esclusi per ineleggibilità o per l’assenza dei requisiti di esperienza richiesti dalla norma.
Il Corecom e i revisori dei conti: i numeri impressionanti
Se le nomine di garanzia alimentano il dibattito politico, sono i dati del Corecom — il Comitato regionale per le comunicazioni — a restituire la dimensione reale dell’appetibilità degli incarichi regionali. Per tre posti, compresa la presidenza e un seggio riservato alle minoranze, si sono presentati 65 candidati (16 gli esclusi): una pletora che testimonia quanto siano ambite anche le posizioni in organi tecnici di settore.
Ancora più impressionante la corsa al collegio dei revisori dei conti della Giunta e del Consiglio regionale: 104 candidature depositate, 29 le esclusioni. È il numero più alto dell’intera tornata di nomine, e da solo racconta il peso che gli incarichi di controllo contabile esercitano sul ceto professionale calabrese.
Fincalabra e il collegio sindacale: le candidature del mondo finanziario
Dentro la galassia delle partecipate regionali, l’attenzione si concentra su Fincalabra, la finanziaria della Regione. Per la scelta dei due membri che il Consiglio regionale designerà nel consiglio di amministrazione, si sono candidati in 76 — 25 gli esclusi. Numeri solo di poco inferiori per il collegio sindacale: 64 candidati in corsa per due posti, compreso quello di presidente, con 11 esclusioni.
Consulte, osservatori e consorzi: il catalogo degli incarichi minori
Al di là delle posizioni di maggiore visibilità , il pantano delle nomine regionali si estende in un reticolo di enti, organismi e strutture consulenziali che offrono decine di ulteriori posizioni. Nella Consulta regionale per la difesa e tutela delle professioni il Consiglio dovrà designare tre rappresentanti — uno in quota minoranza — scelti tra i 26 candidati in elenco. Per il consiglio di amministrazione dell’Elaioteca regionale “Casa degli oli extravergini d’oliva di Calabria” concorrono in 24, per tre posti tra cui la presidenza. Il Consorzio per la tutela del cedro di Calabria cerca invece un revisore contabile effettivo: le candidature depositate sono 32.
Sul fronte degli osservatori, l’Osservatorio regionale per lo sport attende la nomina di cinque esperti tra i 23 candidati, mentre per l’Osservatorio regionale sulla violenza di genere le dodici candidature provenienti da associazioni del territorio si contendono dieci seggi.
Le regole del gioco: come funziona il meccanismo delle nomine
Il meccanismo che governa la stagione delle nomine è procedurale e ben rodato. L’avvio di ogni nuova legislatura attiva una sequenza cristallizzata: pubblicazione degli avvisi per l’acquisizione delle candidature, formazione degli elenchi definitivi da parte dell’ufficio di presidenza, trasmissione all’assemblea per la scelta definitiva. Un percorso che trasforma l’aula consiliare in arena di trattativa politica, con ogni incarico che vale come moneta di scambio nella costruzione degli equilibri di maggioranza.
L’Arec non ci sarà più: addio all’agenzia per l’energia
C’è però un ente che non comparirà in nessun elenco di candidature. L’Arec, l’agenzia regionale per l’energia istituita nella passata legislatura e mai divenuta operativa, viene soppressa con un articolo ad hoc dell’ultima legge omnibus approvata dal Consiglio regionale. La norma abroga la legge istitutiva, considerando l’organismo non funzionale agli obiettivi della sostenibilità ambientale. Un epilogo silenzioso per una struttura che non ha mai visto la luce — e che forse a qualcuno mancherà meno di quanto si potesse immaginare.









