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3 Aprile 2026
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Calabria
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Il mare avanza, la burocrazia arretra: erosione costiera fuori controllo e litorali calabresi a rischio collasso

Dopo l’ultima mareggiata il conto è salato.: Scilla, Amantea, Nocera Marina e San Lucido contano i danni. Tra rimpalli e immobilismo, il mare continua a fare quello che vuole. e a pagare sono turismo e infrastrutture

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È fin troppo comprensivo, il Tirreno, verso quei tratti di litorale che attendono da oltre un ventennio di essere messi in sicurezza. Avrebbe potuto dare il colpo di grazia, dal nord al sud della regione, ma non lo ha fatto, sebbene i danni che si contano a Scilla, Amantea, Nocera Marina e San Lucido, dopo l’ultima mareggiata, sono importanti; sono più che altro l’ultimo avviso: la prossima volta sarà distruzione, anche infrastrutturale, vedi Statale 18 e ferrovia.

Il tempo che il mare concede (ancora per quanto?)

Sembra quasi che il mare voglia dare ancora tempo (quanto?) a quell’intruglio dormiglione di burocrazia e politica, che di attuare i giusti rimedi a salvaguardia dei litorali più esposti all’erosione costiera, non vuole saperne.

I progetti ci sono, le opere no

Se parli con gli attori della scena amministrativa regionale, tutti ti dicono che non manca nulla per la realizzazione di barriere soffolte o di “funghi” di scogli per questa o quella zona. Poi però se gli chiedi quando saranno realizzati i dispositivi di protezione delle coste, inarcano le sopracciglia, spalancano le braccia, non prima però di aver scaricato il barile su altri. Disciplina sportiva, dove vari uffici calabresi sono campioni olimpici.

Spiagge che crepano, economia che affonda

Intanto le spiagge crepano, i possibili investimenti si ritirano e la gente vende, anzi svende, immobili le cui stime economiche sono vicine a quelle praticate nelle zone di guerra. Con tanti saluti ai sogni di rigoglio turistico. “Perché se non hai più spiaggia da offrire ai vacanzieri, il mare, da solo, te lo fotti”, chiosano amari gli operatori balneari.

L’appello al governatore

È giunta l’ora che il Presidente della Regione, Roberto Occhiuto, chiami a rapporto chi di dovere per una più che necessaria lavata di testa. Non è possibile che i denari, che pur ci sono, per la messa in sicurezza delle comunità rivierasche più esposte (e son tante) alla furia periodica del Tirreno, si infrattino nelle viscere di una burocrazia poco reattiva.

Protezione civile e interventi straordinari

Valuti, il governatore, se, di concerto con la Protezione civile, sia possibile recuperare tempi e opportunità, prima che il Tirreno sferri il colpo del ko. Calabria Straordinaria non può solo significare lustrini mediatici ed effetti speciali cinematografici, ma interventi straordinari che restituiscano spiaggia ed economia a tante municipalità.

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