Non una resa, ma una presa d’atto politica. Roberto Occhiuto legge così il risultato del referendum sulla giustizia e prova a spostare il baricentro del dibattito. In un intervento pubblicato su Il Foglio, il presidente della Regione Calabria e vicesegretario nazionale di Forza Italia difende l’impianto della riforma Nordio, ma ammette che qualcosa, nella comunicazione e nella percezione pubblica, si è rotto. “La riforma della giustizia era nata per correggere storture evidenti e per contrastare una degenerazione correntizia che, nel tempo, ha contribuito a trasformare una parte della magistratura in una corporazione”, scrive Occhiuto.
Poi il passaggio chiave: “La campagna referendaria ha trasmesso a molti cittadini un’immagine diversa: non quella di un confronto serio sul provvedimento, bensì quella di uno scontro tra due blocchi”. E il risultato, secondo il governatore, è stato inevitabile: “Ai voti contrari per ragioni di merito si sono sommati anche voti di protesta”.
Il messaggio al centrodestra: capire chi ha detto No
Occhiuto non si limita alla difesa della riforma. Anzi, indica un problema politico più profondo che riguarda l’intera coalizione di governo. “Resto convinto della bontà dell’impianto della riforma Nordio, ma oggi il punto politico è un altro: il centrodestra deve capire come parlare a chi ha votato No pur non essendo di sinistra”.
Un passaggio che suona come un avvertimento interno, soprattutto alla luce di un dato che il governatore considera decisivo: la partecipazione dei giovani. “E soprattutto ai giovani, che in questo referendum hanno partecipato in modo significativo”.
Giovani, impresa e rischio: la ricetta di Occhiuto
Da qui la proposta politica. Un cambio di passo netto, quasi una piattaforma per l’ultimo anno di legislatura. “Il governo dovrebbe mostrarsi più moderno, più innovativo, più capace di parlare il linguaggio del futuro”.
Le parole chiave sono chiare: giovani, innovazione, rischio. Occhiuto entra nel merito: “Servono politiche fiscali orientate ai giovani, incentivi alle start up, regole meno punitive per chi fallisce dopo aver provato a mettere a terra un’idea innovativa”. E sintetizza in una frase che è anche un manifesto: “Un Paese che scoraggia il rischio scoraggia anche il talento”.
Il laboratorio Calabria: arriva il “reddito di merito”
Nel ragionamento del governatore c’è anche una declinazione territoriale. La Calabria come banco di prova. “Nella mia regione partirà a giugno il reddito di merito per gli studenti migliori che scelgono di iscriversi nelle università calabresi”. Un segnale politico preciso: trattenere cervelli, invertire la fuga dei giovani, costruire consenso su politiche concrete.
Diritti civili e fine vita: l’apertura che spiazza
Ma il passaggio più politico – e potenzialmente più divisivo – è quello sui diritti civili. “Anche temi come i diritti civili e il fine vita meritano di essere affrontati con più coraggio dai partiti del centrodestra”. Non un inseguimento alla sinistra, precisa Occhiuto: “Non per inseguire la sinistra, ma per dimostrare che una coalizione che vuole governare anche dopo il 2027 sa evolversi”. E chiude con una frase che pesa come una linea politica: “Misurarsi senza tabù con le sfide del nostro tempo”.









