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8 Maggio 2026
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Il super manager del turismo calabrese scuote Vibo: “Si svegli e guidi il distretto. Pubblico e privato insieme o la crescita non dura”

Il dirigente generale del Dipartimento Turismo della Regione, Roberto Cosentino, lancia la sfida dei distretti territoriali e indica la strada per trasformare il boom in crescita stabile: "Così costruiamo una Calabria attrattiva 365 giorni all’anno"

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Un milione e mezzo di arrivi, sette milioni di presenze nei primi otto mesi del 2025. La provincia di Vibo Valentia (unica in tutta la Calabria) ha già superato i livelli pre-Covid e il 2026 si apre con segnali ancora più incoraggianti. Eppure Roberto Cosentino, dirigente generale del Dipartimento Turismo, Cultura e Identità Territoriali della Regione Calabria, non è soddisfatto. Non ancora. “Vibo dovrebbe essere a capo di un distretto turistico“, dice senza giri di parole nell’ultima puntata di Stanza 7, il podcast di Calabria7. “Dovrebbe essere protagonista di un percorso che mette insieme il mare, la montagna, il Gal, le Camere di commercio, Confindustria, tutte quelle realtà che possono essere voci di un territorio. Dovrebbero essere guidate da Vibo”. È questa la sfida che Cosentino lancia dall’alto della cittadella regionale: smettere di ragionare per singoli attrattori — Tropea da un lato, la montagna dall’altro — e costruire finalmente un sistema. Pubblico e privato insieme, come precondizione necessaria per qualsiasi salto di qualità. “È l’unico modo per far sì che l’offerta ai cittadini calabresi e ai turisti sia un’offerta completa e che sia forte il territorio nel dialogo con la Regione. Sempre più lo stimolo della politica regionale è di dire ai territori: svegliatevi, mettetevi insieme“.

Il modello Tropea e la stagione 365 giorni l’anno

Tropea, ormai, è il caso di scuola. Ha allungato la stagione turistica fino al Natale, con le luminarie, i tour operator internazionali, un brand riconoscibile nel mondo. Ma Cosentino sa bene che non basta replicare un’unica formula su scala regionale. “L’obiettivo è far diventare la Calabria attrattiva per un turismo di 365 giorni“, spiega. “Non vogliamo che la crescita sia legata solo al boom di una stagione. Abbiamo il mare, la montagna, i borghi, un’offerta enogastronomica importante e dobbiamo costruire una struttura ricettiva e degli itinerari all’altezza”.

Il concetto che Cosentino ripete con insistenza è quello del turismo esperienziale e lento: guide naturalistiche, percorsi archeologici, outdoor, attraversamento dei borghi dell’entroterra. Un’offerta che crea più professionalità, più posti di lavoro, e soprattutto più mesi di lavoro per chi oggi vive di turismo tra giugno e settembre. “Quando si ragiona su un anno completo, si hanno diverse opportunità. L’offerta legata all’outdoor, alla conoscenza del patrimonio naturalistico, ai beni archeologici — intorno a questo tipo di offerta ci sono più professionalità, dalle guide a chi deve avere competenze specifiche”.

Il marchio “Calabria Straordinaria” e la narrazione da costruire

Sul fronte della promozione, la Regione ha puntato tutto sul portale e sul brand Calabria Straordinaria. Cosentino lo descrive come il punto di raccolta di tutto: beni culturali, patrimonio naturalistico, itinerari enogastronomici, offerta extra-alberghiera. Il contenitore dentro il quale convogliare la narrazione del territorio. “Dobbiamo fare in modo che i calabresi che vivono la Calabria si raccontino. Il più grande promoter della regione in questi anni è stato il Presidente Occhiuto — bisogna dirlo. Ma dietro di lui tutti quanti dobbiamo fare in modo di raccontare la nostra terra: gli imprenditori, i turisti, chi la terra la vive per lavoro, e anche tutti i calabresi che sono fuori dalla Calabria. Far sentire tutti comunità — questo fa sì che le persone abbiano voglia di venire a conoscere la nostra storia e la nostra quotidianità”. A Milano, in occasione di un evento fieristico, è stato inaugurato uno slogan che sintetizza questa visione: “Diamo voce alla Calabria“.

Quando la crescita del turismo corre più veloce dell’asfalto

Il nodo irrisolto rimane quello delle infrastrutture. La crescita turistica ha superato le strade, l’aeroporto di Lamezia Terme è un percorso ad ostacoli per chi arriva dall’estero, la Strada del Mare che dovrebbe collegare lo scalo con Tropea e la Costa degli Dei non esiste ancora, la 106 ionica è rimasta per decenni un cantiere incompiuto. Cosentino non nega il problema, ma sceglie il registro della prospettiva: “Sono stati messi a disposizione dal Governo per la 106 più di tre miliardi di euro, una quantità che mai era stata destinata al nostro territorio. Certo, ci vuole il tempo per realizzare le opere, la burocrazia deve essere brava, la politica deve essere determinata. Non sempre i bisogni dei cittadini camminano di pari passo con la tempistica attuativa ma siamo sulla direzione giusta“. Come simbolo di questa direzione cita il nuovo ospedale di Vibo visibile dall’autostrada: “Fino a qualche mese fa non c’era neanche la prima pietra. Oggi quando passi vedi qualcosa che sta crescendo”.

Vibo e la politica: “Non escludo un secondo tentativo”

Vibonese doc, ex candidato sindaco di Vibo Valentia, diciassette anni come dirigente regionale. Cosentino conosce il territorio dall’interno, e non nasconde la vena politica che scorre sotto la giacca istituzionale. Sulla vicenda del porto dei depositi costieri di Vibo Marina usa parole nette: “La cosa che mi stupisce è quando si fanno, senza fare polemica, conferenze stampa utilizzando un documento che qualunque impiegato avrebbe compreso non essere ufficiale, per farlo diventare la battaglia vinta. Bisognava probabilmente avere maggiore competenza per costruire una soluzione con gli altri attori e non arrivare in zona Cesarini da sconfitti, vantandosi però come vincitori”.

Sul futuro personale sceglie invece la cautela del pragmatico: “La passione politica la posso ribattezzare una malattia. Ho avuto un padre che ha fatto il sindaco di Vibo, e in lui convivevano queste due anime. Non escludo questa possibilità, ma due anni fa i cittadini hanno scelto altri. Chissà che fra qualche anno non possano avere un’altra opzione“.

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