Il presidente della Regione Calabria, Roberto Occhiuto, affida ai social una replica dura e articolata all’inchiesta che lo vedrebbe indagato a Roma per presunti rimborsi legati all’auto blu. In un video pubblicato nel pomeriggio, il governatore respinge le accuse, parla di “gogna mediatica” e annuncia nuove azioni legali contro chi, a suo dire, starebbe alimentando una campagna di delegittimazione personale e politica.
“Sto benissimo, altro che malato”
Il video si apre con una battuta sulle voci relative alle sue condizioni di salute. “Facciamo vedere pure che sto in forma, perché tra le varie fake e tra le varie falsità hanno anche detto che stavo morendo, che avevo problemi di cuore. Tiè, sto benissimo”, afferma Occhiuto. Poi il passaggio politico: “Oggi vi voglio parlare non del ciclone, per fortuna c’è il sole e abbiamo qualche ora di tregua, vi voglio parlare di un altro ciclone, che è la gogna mediatica”.
Il titolo sui 3.800 euro
Nel mirino del presidente c’è l’articolo che parla di una presunta “truffa sui rimborsi dell’auto”. “Oggi mi sono svegliato e il ‘Fatto Quotidiano’ titolava in prima pagina ‘Truffa sui rimborsi dell’auto, Occhiuto indagato a Roma, accertamenti su 3.800 euro’. Falso, io non ho mai commesso alcun illecito, nemmeno illeciti di questo genere”. Secondo il governatore, il problema non sarebbe solo il titolo, ma il meccanismo di amplificazione sui social: “Questi articoli poi vengono rilanciati nella rete e sui social, e poi ciascuno li commenta, li diffonde, dicendo un sacco di cose assurde”.
Le accuse respinte: Cortina e la figlia
Occhiuto entra nel merito di alcune ricostruzioni circolate online. “Un week end a Cortina d’Ampezzo a gennaio 2024, falso. Io non sono mai stato a Cortina d’Ampezzo. Preferisco Camigliatello, che è bellissimo”. E ancora: “Assunta la figlia in Regione, falso. Mia figlia studia all’università a Roma. Le faccio un in bocca al lupo perché in questo periodo sta facendo esami, e sono dispiaciuto che a volte questa gogna mediatica incida anche sui figli”. Sul tema dell’auto privata precisa: “L’auto elettrica privata usata dal figlio, questo non è falso, questo è vero. Ma un’auto privata uno la potrà usare come vuole o farla guidare a chi vuole senza dover rendere conto a nessuno?”.
“Ho presentato 410 querele”
Il presidente denuncia un clima di insulti e attacchi personali. “Pagliaccio, vergogna, mafioso, venduto… In questi mesi ho presentato 410 querele contro i leoni da tastiera, e a ciascuno di loro chiederò, tramite un’azione civile, un risarcimento”. Una linea dura, quella annunciata dal governatore, contro chi alimenta la polemica online.
“Gestito 15 miliardi, non mi fermo”
La chiusura è politica e rivendicativa. “Ho fatto il conto. In questi anni ho gestito 14-15 miliardi di euro. Se non fossi stato una persona perbene, e sono una persona perbene, altro che 3.800 euro…”. Poi il riferimento alla scelta di sciogliere la Regione e ricandidarsi: “Ho dimostrato di avere il coraggio per farlo quando ho sciolto la Regione, mi sono ricandidato, e grazie a Dio i calabresi hanno capito che il loro presidente è una persona perbene”. Il video si conclude con un gesto simbolico: Occhiuto sposta con forza gli articoli stampati sul tavolo e dice: “Adesso però buttiamo via tutte queste fesserie e andiamo a lavorare sui problemi della Calabria”. Lo scontro tra politica, stampa e social resta aperto. E la partita, almeno sul piano mediatico, è tutt’altro che chiusa.









