28 Agosto 2026
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“La Calabria non è una colonia di Roma”: Futuro Nazionale di Corigliano Rossano sceglie Giannetta

Spataro, Dima, Lores Laera e Antoniotti: «Scegliamo il territorio. Cannizzaro preferisce un tesoriere romano, noi scegliamo un calabrese che conosce i problemi"

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“La candidatura di Domenico Giannetta alle suppletive di Reggio Calabria non è una semplice competizione elettorale. È, prima di tutto, una sfida politica sul principio di rappresentanza e sulla dignità della Calabria”.
È quanto sostengono i Comitati di Futuro Nazionale di Corigliano-Rossano, rappresentati rispettivamente da Daniele Spataro, Giovanni Dima, Maria Lores Laera e Giovanni Antoniotti, che scelgono di schierarsi senza esitazioni al fianco della candidatura di Giannetta.

Una posizione chiara

“La nostra posizione è chiara – affermano i quattro referenti –: la Calabria non ha bisogno di candidati calati dall’alto e scelti nei palazzi romani. Ha bisogno di calabresi che conoscano questa terra, che ne abbiano vissuto i problemi e che siano pronti a difenderne gli interessi nelle istituzioni nazionali”. Il riferimento è alla scelta di Forza Italia e del coordinatore regionale Francesco Cannizzaro di puntare su Fabio Roscioli, tesoriere nazionale del partito. “Rispettiamo la persona e il suo percorso – precisano i rappresentanti dei Comitati – ma politicamente non possiamo condividere una scelta che, ai nostri occhi, appare come l’ennesima dimostrazione di quanto poco conti il radicamento territoriale quando a decidere sono le logiche dei vertici nazionali. Reggio Calabria non è un collegio da assegnare in una stanza romana. È una comunità che merita di scegliere il proprio rappresentante”. Secondo i Comitati, la differenza con Giannetta è evidente: “Domenico Giannetta è calabrese, conosce le istituzioni, conosce il territorio e soprattutto conosce direttamente le difficoltà che ogni giorno affrontano cittadini, imprese, amministratori e famiglie. Non deve arrivare in Calabria per farsi spiegare cosa sia la Calabria”.

“Cannizzaro scelga pure Roma. Noi scegliamo la Calabria”

Il messaggio politico dei quattro Comitati è diretto: la candidatura di Giannetta rappresenta, secondo loro, l’occasione per interrompere una modalità di selezione della classe dirigente che troppo spesso ha visto il territorio limitarsi a ratificare decisioni prese altrove. “Per anni ci è stato chiesto di votare candidati indicati dai partiti. Questa volta – affermano Spataro, Dima, Lores Laera e Antoniotti – chiediamo ai calabresi di guardare prima alla persona e poi alle sigle. Cannizzaro ha fatto la sua scelta. Noi facciamo la nostra: stiamo con Giannetta e con una Calabria che vuole contare, non semplicemente obbedire”. E proprio la candidatura di Giannetta, secondo i Comitati, rompe un equilibrio che molti consideravano scontato: “Qualcuno evidentemente pensava che il risultato fosse già scritto. Ma la democrazia comincia proprio quando qualcuno decide di non accettare il risultato scritto a tavolino. Giannetta è la candidatura che rimette la parola “territorio” al centro della discussione”.

Il caso Amicarelli: “Il dissenso non può diventare una colpa”

Nella presa di posizione dei Comitati trova spazio anche la vicenda di Donatella Amicarelli, alla quale il sindaco di Lamezia Terme ha revocato l’incarico assessorile dopo il suo avvicinamento a Futuro Nazionale: “Donatella Amicarelli – sostengono i quattro referenti – è stata un’assessora che ha svolto il proprio incarico con serietà e impegno. La sua vicenda pone una questione politica che non può essere ignorata: in Calabria si può essere considerati capaci e meritevoli finché si appartiene a una determinata area politica e diventare improvvisamente incompatibili quando si sceglie liberamente un altro percorso?. I Comitati evitano di trasformare la vicenda in un’accusa personale, ma non rinunciano alla critica politica. Se la revoca è stata determinata dalle dinamiche politiche legate alla sua scelta di aderire a Futuro Nazionale, allora riteniamo che ci sia qualcosa che non va. La libertà politica non può essere concessa soltanto a chi resta allineato. E il riferimento al governatore Roberto Occhiuto è esplicito sul piano politico: “La stagione della politica fatta di fedeltà personali, veti e porte chiuse deve finire. Non è questo il modo in cui si costruisce una Calabria forte. La Calabria forte è quella nella quale anche chi dissente può continuare a dare il proprio contributo senza essere considerato un problema da eliminare”.

“Il 27 e 28 settembre parleranno i calabresi”

Per i Comitati di Corigliano-Rossano, la sfida di Reggio Calabria assume dunque un significato che va oltre il singolo collegio. “Il 27 e 28 settembre – concludono Spataro, Dima, Lores Laera e Antoniotti – non saranno soltanto i cittadini di Reggio Calabria a esprimersi. Sarà tutta la Calabria a guardare con attenzione a questa sfida. Da una parte c’è una candidatura sostenuta dai vertici di un grande partito nazionale. Dall’altra c’è Domenico Giannetta, un candidato calabrese che ha scelto di mettersi in gioco senza accettare che il destino politico della nostra terra venga deciso altrove. Noi diciamo ai cittadini: guardate i candidati, guardate la loro storia, guardate il loro rapporto con il territorio e poi scegliete liberamente. Perché la Calabria non è una colonia politica di Roma. E Reggio Calabria non è una poltrona da assegnare: è una comunità da rappresentare”.

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