La partita per la nuova giunta regionale calabrese è ormai ai titoli di coda. Roberto Occhiuto ha definito lo schema finale: una squadra a sette componenti con la formula preannunciata 3-2-1-1, in attesa dell’allargamento a nove previsto con l’anno nuovo, non appena arriverà il via libera da Palazzo Campanella, sede del Consiglio regionale. Ma il mosaico non è ancora completo: restano da sciogliere alcuni nodi legati a mal di pancia della lega e alla distribuzione (non secondaria) delle deleghe. L’intenzione del governatore è quella di chiudere il cerchio entro il week end, forse già domani, sabato 1 novembre.
Forza Italia fa il pieno: Gallo, Succurro e (forse) Minenna
Il partito del governatore conferma il suo peso: Forza Italia porterà in giunta tre assessori. Gianluca Gallo manterrà l’Agricoltura, uno dei pilastri della gestione Occhiuto. Rosaria Succurro, già sindaca di San Giovanni in Fiore, l’avrebbe spuntata su Pasqualina Straface e potrebbe prendere la delega al Turismo, comparto cruciale per il rilancio economico. Il terzo nome è quello del super tecnico Marcello Minenna, sul quale il governatore sta valutando se assegnargli l’assessorato a Programmazione comunitaria e Bilancio, oppure optare per un ruolo da capo di gabinetto. Nel secondo caso, la giunta diventerebbe interamente politica e ci sarebbe spazio per qualche altro “fedelissimo” di Occhiuto (Caputo?).
Fratelli d’Italia blinda due caselle
I meloniani mantengono le posizioni conquistate. Giovanni Calabrese sarà riconfermato con un super assessorato che accorperà Welfare, Lavoro e Attività produttive. Antonio Montuoro sarà invece promosso con la delega al Personale e con ogni probabilità anche all’Ambiente. Una doppia investitura che conferma il peso crescente di Fratelli d’Italia nella compagine di governo e consolida l’asse politico con la presidenza.
La Lega punta in alto: vice e grandi opere
Il Carroccio non ottiene la presidenza del Consiglio ormai in orbita Cannizzaro con il designato Cirillo e si consola con la vicepresidenza della Giunta. Filippo Mancuso avrà in dote il ruolo di vice governatore con un super assessorato ai Lavori pubblici e Trasporti, in piena sintonia con il ministro Matteo Salvini. L’obiettivo è duplice: vigilare sull’avanzamento della Statale 106 e mantenere un ruolo centrale nella partita del Ponte sullo Stretto, simbolo infrastrutturale e politico della stagione salviniana. Con l’allargamento della giunta a nove potrebbe poi esserci spazio per un altro posto in giunta con i colori della Lega. Restano i mugugni. Soprattutto di Mattiani che puntava ad entrare nell’esecutivo e, a quanto pare, dovrà accontentarsi del ruolo di capogruppo.
Noi Moderati, la casella rosa ancora aperta
Il piccolo partito centrista avrà rappresentanza ed esprimerà un assessore. Per ragioni di equilibrio di genere, sarà una donna. Il nome non è ancora ufficiale, ma le voci convergono su una figura proveniente da Crotone. La delega dovrebbe riguardare la Cultura. Rimarrà in Consiglio regionale Vito Pitaro che con i suoi 12mila voti è stato determinante per far superare la soglia di sbarramento del 4% a Noi Moderati.
Vibo Valentia, la grande esclusa
Tra le cinque province calabresi, solo Vibo Valentia sembra destinata a restare senza rappresentanza. Un paradosso per un territorio che, fino a pochi anni fa, “dava le carte” grazie al peso politico del senatore Giuseppe Mangialavori, oggi presidente della Commissione Bilancio alla Camera e ormai stabilmente a Roma, lontano dalle dinamiche calabresi. In Consiglio regionale, Vibo è rappresentata dal solo Vito Pitaro, un record negativo che conferma l’emarginazione politica di un’area che continua a pagare il prezzo della frammentazione interna e dell’assenza di riferimenti forti.
Una giunta “a sette”, in attesa dell’allargamento
La squadra Occhiuto nascerà dunque con sette assessori, ma si allargherà a nove non appena il Consiglio regionale darà il via libera formale alla modifica della legge. Solo allora potranno entrare nuove pedine, magari per ricucire i malumori di chi resta fuori da questo primo giro di nomine.







