“Con Sergio Abramo di nuovo al potere, non toccherete palla, tornerete marginali e ignoti, anche se di maggioranza. Con noi al governo, almeno, siete considerati”. In un clima surreale, dove le strette di mano sono state retrocesse al rango di semplice contatto fisico, rigorosamente mediato dall’ Amuchina, la moral suasion non ufficiale di sinistra fa perno sul rischio di un ritorno a Palazzo dei Nobili del già plurisindaco. Che impensierisce, com’è ovvio che sia, i rivali di area progressista, ma anche qualche moderato indeciso, per non dire intere congreghe partitiche del centrodestra, che vedono come il fumo negli occhi la pellicola in rapida produzione “Sergio comes home”.
Il nodo delle firme
E di indecisi ve ne sono parecchi in questo momento cruciale nel civico consesso del capoluogo di regione. Infatti, raggiungere quota 17, quando 14 firme sono già state apposte per mandare a casa anzitempo il sindaco, Nicola Fiorita, si sta rivelando molto più complesso del dovuto. Troppi gli interessi in gioco, e non tutti coincidenti con quelli della città, bisogna dirlo senza mezzi termini.
Al riguardo, consigliamo un ripasso del retroscena pubblicato oggi su Calabria7.
Meglio zoppo che morto
Il centrosinistra, che almeno pubblicamente non è che si stia sperticando per la causa Fiorita, prova a dire la sua, facendo intendere che è meglio un’anatra zoppa che una morta, o peggio fritta. Il Pd, comunque, in queste ore sta serrando i ranghi a difesa di Nicola Fiorita. A breve uscirà un comunicato stampa con cui il partito romperà un silenzio che, finora, ci si garantisce, è stato operativo, “e non certo un riflesso di trascuratezza”.









