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14 Marzo 2026
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La Provincia di Vibo verso le elezioni, la sfida si capovolge: campo larghissimo ok, centrodestra nel caos

Il centrosinistra si presenta unito e rafforzato dai riformisti, mentre il centrodestra affonda tra silenzi, veti incrociati e paura di legittimare L’Andolina

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A pochi giorni dalla scadenza per il rinnovo del Consiglio provinciale, fissato per il 12 dicembre, il centrosinistra mette in scena un’inedita prova di forza: non più “campo largo”, ma campo larghissimo, dentro il quale si muovono anche i principali esponenti territoriali del nuovo progetto renziano, Casa Riformista. Il coordinatore provinciale di Italia Viva, Giuseppe Condello, ha confermato senza tentennamenti che tutto il fronte progressista correrà insieme. Una scelta che trasforma la tornata elettorale in un banco di prova politico, più che amministrativo.

La lista unitaria è in costruzione, i nomi sono ancora oggetto di trattativa tra i partiti, ma due candidature sono già certe e arrivano dal Partito Democratico: Antonino Schinella, sindaco di Arena, e Antonio Carchedi, consigliere comunale di Filadelfia. Due figure già esperte della dimensione provinciale e viste come garanzia di continuità.

Centrodestra in silenzio: nessuno vuole “legittimare” L’Andolina

Dall’altra parte, il centrodestra appare paralizzato. L’unica voce chiarissima arriva da Noi Moderati, per bocca del coordinatore provinciale Nicola Brosio, che ha ribadito una linea netta: nessun candidato e nessuna lista autonoma. Il partito giudica «senza senso» andare al voto senza rinnovare anche la presidenza della Provincia, dopo la clamorosa decadenza dell’assise provocata dalle dimissioni di massa dei consiglieri. Dimissioni nate, secondo più parti, come segno di protesta verso il presidente Corrado L’Andolina, accusato di “arroganza”, “autoritarismo” e di aver esautorato di fatto il Consiglio. Senza il contributo di forze pesanti come Noi Moderati e probabilmente Forza Italia, il rischio è che il centrodestra arrivi al voto diviso, in ritardo o addirittura assente.

Forza Italia tace, l’Udc tentenna, Fratelli d’Italia guarda altrove

Il quadro nel centrodestra resta nebuloso. Forza Italia non lascia trapelare nulla: una strategia del silenzio che alimenta tensioni interne e sospetti di disimpegno. Neppure l’Udc scioglie le riserve. Diversa la postura di Fratelli d’Italia, che starebbe valutando un asse alternativo, guardando a un possibile raccordo con Udc e Indipendenza. Una mossa che conferma l’assenza di una strategia unitaria e un evidente vuoto di leadership.

La Lega senza guida e il nodo del nuovo equilibrio interno

Il capitolo Lega è quello più incerto. La coordinatrice provinciale Valentina Marta ha chiesto tempo, in attesa di nuovi incontri tra i partiti, ribadendo però un concetto politico chiave: il centrodestra non può permettersi di lasciare «campo libero alla sinistra». Una linea condivisibile, ma resa fragile dall’assenza di una guida forte sul territorio, dopo l’arrivo della nuova leader, l’ex sindaca Maria Limardo, che non ha ancora preso in mano il dossier provinciale. Il risultato è una coalizione scomposta, in ritardo e dilaniata dal dubbio fondamentale: partecipare al voto o restare fuori per non “legittimare” L’Andolina.

Un centrodestra in affanno regala terreno al fronte progressista

Il paradosso politico è evidente: per una volta, il centrodestra rischia di essere costretto a rincorrere, non a dettare l’agenda. La sensazione nelle ultime ore è che molte forze moderate e liberali vogliano restare alla finestra, osservando da lontano una competizione che considerano ormai svuotata dalla crisi istituzionale provocata dalla gestione del presidente in carica.

Una scelta che potrebbe trasformarsi in un clamoroso regalo per Pd, M5S e area riformista, che avrebbero così l’occasione di blindare la Provincia con un consenso quasi totale. Ma ogni scenario resta aperto: in Calabria, lo sanno tutti, a volte basta una notte per cambiare la linea di un partito. Specialmente in casa Forza Italia, dove – se dovesse arrivare l’ok dei vertici – le liste potrebbero essere ricostruite in poche ore, rimettendo in campo gli stessi consiglieri uscenti e riaprendo una partita che oggi sembra sbilanciata a favore del centrosinistra.

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