29 Ottobre 2026
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L’affondo di Mancini: “Servono un altro modo di amministrare e una vera rinascita, no alla resa dei conti per il potere”

L'analisi della la frattura all'interno della maggioranza di Cosenza. La proposta è un cantiere di centrosinistra aperto alla società civile, alle intelligenze cittadine e ai movimenti per il cambiamento

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Una stroncatura netta dell’esperienza amministrativa di Palazzo dei Bruzi e un appello per rifondare la presenza del centrosinistra in città. Giacomo Mancini, esponente della direzione del Partito Democratico della Calabria ed ex parlamentare socialista, interviene nel dibattito politico cosentino per tracciare un solco netto rispetto agli equilibri che hanno caratterizzato la guida municipale degli ultimi cinque anni, ponendo l’accento sul progressivo isolamento dell’ente dal proprio tessuto sociale.

“La vera crisi politica al Comune di Cosenza non nasce dalla rottura tra chi ha condiviso le scelte di governo degli ultimi cinque anni. Nasce, e non certo oggi, dalla frattura profonda di quella connessione sentimentale tra amministratori e cittadini che è il fondamento di ogni esperienza di governo. Chi ha amministrato insieme per cinque anni adesso si divide, ma lo strappo non cancella le responsabilità condivise di un’amministrazione che ha provocato il declino della città e la perdita di ruolo e funzioni guida che è sempre stata ad appannaggio del capoluogo” sottolinea Giacomo Mancini.

Servizi territoriali, marginalità e scontro di potere

Nella sua disamina, l’esponente dem richiama le criticità che hanno segnato il territorio urbano, condannando il tentativo di ridurre la contesa politica a una contesa di posizionamento individuale.

“Da anni denunciamo una città sempre più marginale, servizi inefficienti, quartieri e contrade abbandonati, opportunità perdute. E dal Palazzo, anziché risposte, sono arrivati troppo spesso attacchi e derisioni. Adesso la città non merita la resa dei conti tra chi vuole conservare la poltrona e chi aspira a prenderne il posto. Cosenza ha bisogno di cambiare profondamente il modo di amministrare, di ascoltare i cittadini, di affrontare i problemi. Di rinascere, prosegue Mancini.

L’appello alle forze del centrosinistra e alla società civile

Il ragionamento di Mancini punta infine alla mobilitazione delle risorse civiche e culturali cosentine, sollecitando la costruzione di un progetto alternativo capace di andare oltre le dinamiche interne all’esecutivo uscente.

“La ricchezza politica, civile e culturale del centrosinistra cosentino non può essere ridotta a una contesa di potere, né tantomeno a una scelta tra i due protagonisti della stessa negativa esperienza amministrativa. Per non essere perdente in città, il centrosinistra deve ritrovare uno slancio capace di coinvolgere energie, intelligenze e sensibilità nuove attorno a un progetto credibile di cambiamento e di rinascita. I cortei per la pace e la partecipazione al referendum costituzionale testimoniano la vitalità di una società civile che non si riconosce nei giochi di Palazzo. È anche con queste energie che stiamo dialogando per costruire un’alternativa di governo municipale. Noi siamo in campo con una proposta che cresce attraverso l’ascolto dei cittadini, la partecipazione dei cosentini e la visione di una città che deve tornare ad essere ambiziosa. Cosenza merita di meglio. Non soltanto altri amministratori. Ma anche un altro modo di amministrare”, conclude l’esponente del PD Calabria.

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