Mario Oliverio rompe il silenzio e sceglie la platea elettorale a sostegno di Pino Belcastro per lanciare un messaggio che travalica i confini della politica locale. Attraverso un intervento diffuso anche sui canali social, l’ex Presidente della Regione si è rivolto direttamente al Procuratore Capo di Cosenza, Vincenzo Capomolla, definendolo una figura oggetto di profonda stima personale, ma invocando al contempo un intervento risolutivo. Il discorso di Oliverio si configura come un ibrido tra un atto di fiducia nelle istituzioni e un grido di allarme per la gestione della cosa pubblica nel territorio provinciale, segnato da una serie di vicende amministrative che, secondo l’esponente politico, necessitano di una chiara e immediata luce giudiziaria.
Le anomalie contabili tra Project Financing e opere invisibili
Il cuore delle denunce di Oliverio tocca nodi economici di enorme portata, a partire dalla gestione dei grandi appalti della Provincia di Cosenza sotto la presidenza Succurro. Nel mirino finisce un Project Financing da 100 milioni di euro affidato a un Consorzio che, come ricordato nell’intervento, sarebbe già stato oggetto di interdizioni da parte dell’ANAC per fattispecie analoghe a quelle riscontrate presso l’ASP di Cosenza. A questo si aggiunge il caso della cosiddetta “ciclovia fantasma”: un’opera finanziata con oltre 1,5 milioni di euro e definita “ipogea”, della quale però i cittadini non avrebbero ancora riscontrato tracce tangibili. Si tratta di questioni che sollevano dubbi sulla regolarità delle procedure e sull’effettiva ricaduta dei fondi pubblici sul territorio.
Sicurezza dirottata e sospetti sulla trasparenza amministrativa
Non meno gravi sono le accuse riguardanti la gestione dei fondi destinati al contrasto del dissesto idrogeologico a San Giovanni in Fiore. Oliverio sostiene che risorse inizialmente stanziate per il consolidamento di un costone pericolante siano state stornate per la realizzazione di un’isola pedonale, opera peraltro contestata dai commercianti locali. Il quadro si completa con il richiamo alle inchieste giornalistiche che ipotizzano legami poco trasparenti tra alcune candidature elettorali e le determine comunali. Di fronte a questo scenario, l’interrogativo di Oliverio si fa pressante e diretto, lamentando un silenzio istituzionale che alimenterebbe l’incertezza nella popolazione.
Il quesito finale: perché nessuno verifica?
La conclusione dell’intervento è una sollecitazione diretta agli organi inquirenti affinché si faccia chiarezza per il bene della comunità . Oliverio non formula una condanna preventiva, ma esige che le autorità competenti entrino nel merito delle vicende per confermare la regolarità degli atti o sanzionare eventuali illeciti. Il suo appello si chiude con una domanda che risuona come un invito alla responsabilità : “Perché nessuno si piglia la briga di andare a vedere come stanno le cose? Per chiarire, per rassicurare, per dire alla popolazione: vi state sbagliando, è stato fatto tutto in regola!”







