Sulla proposta di legge regionale per lo svuotamento del bacino degli idonei, arriva una precisazione destinata a pesare nel dibattito. Le fonti interpellate da Calabria7 sono autorevoli e interne al Consiglio regionale. “In riferimento alla nota diffusa dagli Idonei Calabria Pubblica Amministrazione – si legge nella risposta alle sollecitazioni arrivate da più parti – si precisa che allo stato attuale la proposta non risulta ancora depositata presso i competenti uffici del Consiglio regionale della Calabria”. Una posizione chiara, che interviene direttamente sulla questione della esistenza formale del testo.
La stessa fonte indica anche il percorso previsto: “Una volta formalmente depositata, seguirà il normale iter legislativo, con l’esame nelle commissioni consiliari e successivamente in Aula per la discussione e l’eventuale approvazione”.
Il giorno prima: la spinta della Lega
A sostenere con forza l’iniziativa è la deputata della Lega Simona Loizzo: “Sulla questione degli idonei calabresi nutriamo tanta fiducia. Siamo certi che la proposta di legge regionale della Lega sarà approvata da tutti, senza distinzione alcuna”. Loizzo insiste sul carattere trasversale della misura: “Non c’è motivo per dubitare dell’impegno di tutti i partiti della maggioranza. È una questione di civiltà che non appartiene né alla destra né alla sinistra”. E ancora: “È una battaglia che dobbiamo vincere tutti insieme e nessuno può sottrarsi. È una cosa giusta ed essenziale che restituisce speranza a centinaia di famiglie calabresi”.
La nota degli idonei: “Errore madornale ignorarci”
Nel frattempo, gli Idonei Calabria della Pubblica amministrazione in precedente avevano diffuso una nota dai toni netti. “Se il primo partito italiano si mette contro le giuste istanze di oltre mille famiglie fa un errore madornale e perde ogni radice sociale”. Il riferimento è a presunte posizioni contrarie di Fratelli d’Italia: “Leggiamo che sarebbe contro di noi. Non vogliamo crederci. Sarebbe impossibile e senza senso”.
Gli idonei rivendicano anche un lavoro politico già avviato: “Ci siamo rivolti a Wanda Ferro, Orsomarso, Antoniozzi, Angelo Brutto, De Francesco e Pietropaolo. Abbiamo scritto all’onorevole Giovanni Donzelli”. Nella stessa nota emerge la richiesta di accelerazione: “Ci rivolgiamo al presidente del Consiglio regionale affinché ci dica quando sarà calendarizzata la proposta di legge”. E viene ribadita la convinzione sulla solidità del provvedimento: “È perfetta costituzionalmente e risolve i problemi di tutti gli idonei”. Il punto che prima di essere calendarizzata la proposta occorre depositarla e dagli uffici di Palazzo Campanella la risposta è chiara: ancora non c’è nulla. La palla torna alla politica affinché mantenga gli impegni presi.
Il coinvolgimento della politica regionale
Il confronto si allarga ai consiglieri regionali, citati direttamente nella nota: “Ci siamo rivolti ai consiglieri regionali Angelo Brutto, Domenico Giannetta, Orlandino Greco, Francesco de Cicco, Falcomatà, Laghi, Scutellà e Filomena Greco”. E ancora: “Così come ci rivolgiamo al presidente Roberto Occhiuto, sicuri che saprà trattare la questione per l’importanza che merita”.
Gli idonei spiegano anche di aver fatto un passo indietro: “Abbiamo annullato la manifestazione del 25 marzo proprio per senso di responsabilità”. Ma allo stesso tempo avvertono: “Non staremo fermi. Saremo massa critica forte. Abbiamo il sostegno delle sigle sindacali”.
Il passaggio sulle Comunali di Reggio Calabria
La questione entra anche nel dibattito elettorale: “Lanciamo un appello ai candidati a sindaco di Reggio Calabria a sostenere la legge sugli idonei”. Secondo quanto affermato, “ci sono oltre 200 persone, e quindi duecento famiglie, nella città metropolitana di Reggio Calabria interessate da questo provvedimento”. E la richiesta è esplicita: “Diano una risposta, positiva o negativa, ma non tacciano”.
La lettera alla presidente Meloni
Gli idonei parlano anche di un’iniziativa a livello nazionale: “Abbiamo scritto una lettera aperta alla presidente Meloni, agli onorevoli Wanda Ferro e Francesco Cannizzaro”. Il messaggio resta lo stesso: “Siamo oltre mille famiglie e pretendiamo solo ascolto”.








