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4 Marzo 2026
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Il Consiglio comunale di Vibo si stringe intorno a Iannello dopo l’intimidazione. Telefonata di Elly Schlein (VIDEO)

In aula istituzioni, sindaci ed esponenti politici di ogni schieramento:. Il presidente del Consiglio: "Colpire un amministratore significa colpire un’intera comunità"

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Una seduta straordinaria aperta, partecipata e carica di tensione emotiva, per rispondere a un grave atto intimidatorio che ha colpito il presidente del Consiglio comunale di Vibo Valentia, Antonio Iannello. L’appuntamento di oggi ha trasformato l’aula consiliare in un luogo di confronto pubblico, di solidarietà istituzionale e di riaffermazione dei valori democratici.

Una seduta aperta alla città e alle istituzioni

Alla presenza di cittadini, autorità civili, militari e religiose, forze politiche, sindacati e associazioni, il Consiglio comunale ha scelto di affrontare apertamente un episodio che ha scosso l’intera comunità vibonese. Un segnale chiaro: trasparenza, partecipazione civica e difesa delle istituzioni non sono negoziabili. Nel suo intervento, il presidente del Consiglio comunale ha voluto ringraziare e citare uno per uno i presenti, delineando un quadro di unità istituzionale trasversale: “Porgo un sentito e doveroso saluto a tutte le autorità civili, militari e religiose, alle forze politiche, ai sindacati, alle associazioni, ai consiglieri regionali qui presenti, in primis il presidente della Commissione regionale antindrangheta, Marco Polimeni, i consiglieri regionali Alecci e Vito Pitaro“.

Tra le presenze istituzionali, anche il Presidente della Provincia, Corrado Landolina, numerosi sindaci ed ex sindaci della città, dirigenti e rappresentanti del territorio. Iannello ha inoltre sottolineato la partecipazione – e l’annunciato arrivo – dei Presidenti dei Consigli comunali delle quattro città capoluogo di provincia calabresi, a testimonianza di una vicinanza che travalica i confini locali. Assenti giustificati, per impegni istituzionali, la sottosegretaria all’Interno Wanda Ferro e altri parlamentari calabresi, comunque vicini con messaggi di solidarietà.

L’atto intimidatorio e il silenzio per non allarmare

Con voce ferma ma visibilmente segnata dall’emozione, Iannello è entrato nel merito della vicenda: “Un fatto grave avvenuto nella serata del 21 dicembre. In modo vile si è cercato di intimidare un amministratore che ha sempre operato con linearità, correttezza e trasparenza“. Il presidente ha spiegato di aver scelto inizialmente un sofferto silenzio, per non allarmare la famiglia e la cittadinanza, informando però immediatamente il sindaco, anche nel rispetto del periodo natalizio.

“Non arretrerò di un passo”

Netta la posizione del presidente del Consiglio comunale: “Non intendo arretrare. Quanto accaduto a me oggi non deve accadere ad altri domani, perché quando si colpisce una figura istituzionale non è solo una persona a essere colpita, ma un’intera comunità“. Un passaggio centrale, in cui Iannello ha allargato lo sguardo oltre Vibo Valentia, ricordando i numerosi amministratori sotto tiro in Calabria e in tutta Italia, e richiamando la politica a una responsabilità comune.

Fiducia nella magistratura e cultura della legalità

Iannello ha ribadito la massima fiducia negli inquirenti e nella magistratura: “Sono sereno, convinto di non aver agito fuori dalla legalità. Gli inquirenti individueranno i responsabili e questo ci farà sentire tutti più tranquilli”. Da qui l’appello a respingere ogni tentativo di prevaricazione e a rafforzare la cultura della legalità, contro omertà e intimidazioni che “offuscano la buona politica praticata da tanti amministratori onesti”.

“La più grande umiliazione della mia vita politica”

Uno dei momenti più intensi del discorso arriva quando il presidente confida il peso umano e istituzionale della vicenda: “Non avrei mai immaginato di convocare una seduta di Consiglio comunale aperta per parlare di queste brutte e inaudite vicende. Questa, per me, è la più grande umiliazione“. Un’amarezza profonda, accompagnata dal rammarico di non poter concentrare l’attenzione esclusivamente sui problemi della città e sul mandato amministrativo.

Solidarietà trasversale, senza distinzioni politiche

Nel finale del suo intervento, Antonio Iannello ha voluto soffermarsi su un passaggio politicamente e simbolicamente rilevante, riferendo di una telefonata ricevuta in tempo reale durante la seduta dalla segretaria nazionale del Partito Democratico, Elly Schlein. Un gesto che il presidente del Consiglio comunale ha definito significativo non solo sul piano personale, ma soprattutto istituzionale.

Iannello ha spiegato di essere stato contattato direttamente mentre il Consiglio era in corso, sottolineando come la chiamata sia arrivata “sapendo che era in corso la seduta”, a dimostrazione di una vicinanza immediata e non formale. Una solidarietà, quella espressa dalla segretaria del Pd, che – nelle parole del presidente – è stata estesa “a nome dell’intero partito e di tutte le espressioni democratiche” che in queste ore stanno condannando il gesto intimidatorio. Ma il punto politico che Iannello ha voluto rimarcare con forza va oltre il singolo contatto: “Non c’è stato alcun distinguo tra destra, sinistra o centro. Una condanna totale è arrivata da tutti, dal presidente della Giunta regionale Roberto Occhiuto ai parlamentari e consiglieri regionali, indistintamente”.

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