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3 Aprile 2026
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Maxi avviso della Regione Calabria: 84 consulenti esterni per tre anni e selezione senza concorso

Compensi fino a 250 euro al giorno e accesso tramite banca dati già chiusa. La gestione dei fondi agricoli europei passa a una struttura parallela di esperti

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Ottantaquattro consulenti esterni, tre anni di incarichi, compensi fino a 250 euro al giorno, selezione fuori dai concorsi e dentro una banca dati regionale già chiusa. La Regione Calabria apre il nuovo anno con un maxi-avviso pubblico che vale molto più di una semplice procedura tecnica: è una iniezione massiccia di personale fiduciario nel cuore del Dipartimento Agricoltura, quello guidato dall’assessore Gianluca Gallo, forte di 30 mila preferenze e riconfermato da Roberto Occhiuto. Ufficialmente si parla di “assistenza tecnica” alla PAC 2023-2027. Nei fatti, come vedremo, è una struttura parallela che per tre anni affiancherà – e in parte sostituirà – l’amministrazione ordinaria nella gestione dei fondi europei più delicati. Tutto legittimo, tutto formalmente trasparente. Ma la domanda resta: è davvero una selezione aperta o l’ennesimo giro per addetti ai lavori, ovvero la solita cambiale elettorali in salsa calabrese?

Come verrà selezionato l’esercito di consulenti?

Si cerca un esercito di consulenti che, per tre anni, affiancherà l’amministrazione regionale su una delle partite più delicate: la gestione dei fondi agricoli europei. Tutto messo nero su bianco sul primo numero annuale del bollettino regionale. E’ datato 3 gennaio. Tradotto: 84 professionisti chiamati a presidiare controlli, audit, monitoraggio, comunicazione, appalti, banche dati, antifrode, rendicontazioni.

Il risultato è un bando che, per numeri e durata, vale quanto una riorganizzazione interna, ma senza concorso pubblico, senza pianta organica, senza stabilità. Il cuore della questione sta proprio nelle modalità. L’avviso non apre a chiunque: possono candidarsi solo gli iscritti alla Banca Dati Esperti della Regione Calabria, istituita con una precedente delibera di Giunta. Da lì, il Dipartimento scorre gli elenchi, individua i profili ritenuti coerenti e convoca a colloquio.

Non è un concorso, non è una graduatoria automatica. È una procedura “selettiva”, dove il colloquio pesa tutto: fino a 60 punti, con soglia di idoneità a 35. I criteri sono ampi – coerenza del curriculum, esperienze assimilabili, continuità professionale – e lasciano spazio a valutazioni ampiamente discrezionali. In caso di parità? Vince il più giovane. Formalmente tutto regolare. Politicamente, però, la domanda è inevitabile: chi decide chi entra davvero in partita? E con quali garanzie di neutralità, quando il bacino dei candidati è già pre-selezionato da una banca dati regionale?

I profili ricercati

Gli 84 esperti selezionati non si limiteranno a fornire pareri o studi di supporto: entreranno direttamente nei procedimenti amministrativi che regolano l’uso dei fondi agricoli europei. I profili ricercati – ingegneri, agronomi, forestali, architetti, revisori legali, giuristi, economisti, informatici – devono avere anni di esperienza certificata nel supporto tecnico-amministrativo alla Pubblica Amministrazione, spesso maturata proprio nella gestione dei fondi FEASR e FEAGA. In molti casi è richiesta l’iscrizione a un Albo professionale o al Registro dei Revisori Legali, oltre a una conoscenza operativa dei sistemi regionali e nazionali di controllo.

Questi esperti opereranno su attività chiave: istruttorie delle domande di pagamento, controlli amministrativi e in loco, verifica della congruità dei costi, monitoraggio degli interventi, gestione degli appalti pubblici, rendicontazione delle spese, fino alla redazione e all’aggiornamento del Si.Ge.Co., il Sistema di Gestione e Controllo che certifica all’Unione europea la correttezza dell’intero impianto amministrativo. Non è un dettaglio. Il Si.Ge.Co. è lo strumento attraverso cui Bruxelles valuta l’affidabilità della Regione. Se il sistema non regge, scattano correzioni finanziarie, sospensioni dei fondi, tagli. Chi contribuisce a costruirlo e aggiornarlo esercita quindi un potere sostanziale, anche senza firmare atti politici.

Una “struttura parallela” dentro l’amministrazione

Il bando parla esplicitamente di supporto alle Autorità di Audit, di partecipazione alle commissioni di valutazione, di accesso e aggiornamento delle banche dati sensibili come SIAN, REGIS, SIURP. Questo significa che gli esperti selezionati avranno accesso diretto alle informazioni strategiche, ai flussi finanziari, allo stato di avanzamento dei progetti pubblici e privati. Non si tratta, dunque, di consulenze esterne occasionali, ma di ruoli operativi continuativi, esercitati per tre anni, che di fatto affiancano e in alcuni passaggi sostituiscono l’amministrazione ordinaria, spesso sotto organico e con competenze frammentate. È questo l’elemento centrale: la Regione affida a professionisti esterni una parte rilevante della funzione amministrativa sostanziale, pur mantenendo formalmente la titolarità degli atti.

Dentro il pacchetto dei profili ricercati c’è anche un’area che va oltre la tecnica pura: sei esperti middle in comunicazione, con lauree specifiche in scienze della comunicazione, relazioni internazionali, sistemi editoriali, marketing pubblico. Non si tratta di semplici addetti stampa. Il bando richiede competenze in comunicazione istituzionale, visual marketing per i social media, analisi dei mercati agroalimentari, regimi di qualità, sostenibilità, fino alla legislazione digitale e cyber-security. È prevista anche la realizzazione di progetti pilota con l’intelligenza artificiale applicata alla pianificazione rurale. Questi profili avranno il compito di raccontare le politiche agricole regionali, valorizzare i progetti finanziati, costruire l’immagine istituzionale del Dipartimento e dei fondi europei sul territorio. azione istituzionale e promozione dell’azione di governo diventa inevitabilmente sottile. L’avviso pubblico chiarisce che questi esperti devono essere indipendenti dai beneficiari, privi di conflitti di interesse, e sottoposti a rigide dichiarazioni di incompatibilità.

Compensi, tempi, numeri: il conto finale

Sul piano economico il bando non lascia spazio a interpretazioni. I profili senior saranno retribuiti 250 euro per ogni giornata uomo, mentre i profili middle percepiranno 180 euro a giornata, oltre oneri di legge. Il compenso non è mensile né forfettario, ma legato al numero di giornate effettivamente riconosciute dall’amministrazione.

Le giornate vengono valorizzate in base alla tipologia di attività svolta: mezza giornata per i controlli puramente documentali (“desk”), una giornata e mezza per i controlli che prevedono verifiche sul posto e fino a 2,5 giornate nei casi più complessi, previa autorizzazione della Regione. In linea generale, non sono previsti rimborsi chilometrici, nemmeno per i controlli in loco, salvo future deroghe che l’amministrazione si riserva di introdurre con successivi provvedimenti.

I contratti avranno una durata triennale, con possibilità di proroga a discrezione della Regione in base al fabbisogno valutato. Le graduatorie, una volta approvate, resteranno valide per tre anni e potranno essere utilizzate per scorrimenti in caso di rinunce o nuove esigenze. Il risultato è un sistema che assicura continuità operativa e stabilità dei rapporti, riducendo al minimo l’incertezza tipica degli incarichi esterni.

Commissioni, tempi stretti e graduatorie “riutilizzabili”

Anche sul piano procedurale, l’avviso presenta elementi che meritano attenzione. Le commissioni di valutazione, composte da tre membri, sono nominate dal Dirigente generale del Dipartimento Agricoltura, cui spetta la supervisione dell’intera procedura selettiva. Un passaggio previsto dalle regole, ma che concentra in capo alla struttura dipartimentale un ruolo centrale non solo nell’indirizzo amministrativo, ma anche nella selezione dei profili chiamati a operare per tre anni sui fondi europei.

A questo si aggiunge una tempistica particolarmente compressa: l’avviso scade infatti quindici giorni dopo la pubblicazione sul Burc, una finestra breve che favorisce chi è già inserito nei circuiti informativi regionali e ha il curriculum pronto nella banca dati. Infine, il bando introduce una clausola di flessibilità tutt’altro che marginale: la Regione si riserva la possibilità di utilizzare la stessa procedura e le graduatorie anche per ulteriori fabbisogni, purché ritenuti coerenti o assimilabili ai profili selezionati. Un meccanismo legittimo, ma che rafforza la natura strutturale dell’operazione e amplia nel tempo il perimetro degli effetti amministrativi della selezione.

L’ombra lunga della politica

Il Dipartimento Agricoltura è uno dei centri nevralgici dell’amministrazione regionale, per volume di risorse gestite e per l’impatto che le scelte producono sui territori. Alla guida dell’assessorato c’è Gianluca Gallo, riconfermato dopo un consenso elettorale significativo, in una decisione assunta dal presidente Roberto Occhiuto nel segno della continuità politica e amministrativa. In questo contesto, l’avviso per il reclutamento di 84 esperti esterni assume una rilevanza che va oltre l’ordinaria gestione burocratica: non emergono profili di irregolarità dal testo dell’atto, ma numeri, durata e funzioni rendono l’operazione strutturalmente incisiva sull’organizzazione delle attività legate alla programmazione e al controllo dei fondi agricoli europei.

La riflessione che ne deriva non riguarda la legittimità della procedura né la professionalità dei profili richiesti, bensì una valutazione di opportunità istituzionale: se il modello adottato, fondato su una banca dati preesistente e su selezioni valutative, sia quello più idoneo a garantire massima apertura, trasparenza e partecipazione, oppure se possa determinare, anche solo in via potenziale, una concentrazione delle opportunità. È un tema di governance pubblica, che non attribuisce responsabilità individuali ma chiama in causa il metodo scelto e che, proprio per questo, merita attenzione e confronto nell’interesse della credibilità delle istituzioni.

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