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3 Aprile 2026
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Meridionale Petroli, scontro totale a Vibo. L’opposizione attacca: “Solo propaganda, nessun atto concreto”

Dopo la nota dell’azienda, la minoranza accusa il sindaco Romeo: “Crolla il castello di carte. Ora servono verità e documenti”

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Si riaccende con forza il dibattito sulla delocalizzazione del deposito costiero di Meridionale Petroli a Vibo Marina. A innescare la nuova polemica è stata la recente nota diffusa dall’azienda, che secondo i gruppi di opposizione consiliare di (Forza Italia, Fratelli d’Italia, Cuori Vibonesi, Noi Moderati) smonta completamente la narrazione portata avanti finora dall’amministrazione comunale guidata dal sindaco Romeo.
Per la minoranza consiliare, infatti, si tratta di una conferma netta: dietro annunci e comunicazioni ufficiali non ci sarebbero mai stati atti concreti. “La verità è un dato ostinato e, alla fine, emerge sempre”, sostengono, parlando di una strategia costruita più sulla comunicazione che su risultati effettivi.

“Protocollo d’intesa? Solo una bozza senza valore”

Uno dei punti più contestati riguarda il cosiddetto Protocollo d’Intesa, più volte citato come passo decisivo verso la delocalizzazione. Secondo quanto riportato dall’opposizione, la stessa azienda avrebbe chiarito che si tratta di una semplice bozza priva di qualsiasi valore vincolante.
Non solo: il documento sarebbe stato trasmesso in modo incompleto e senza il coinvolgimento di tutti gli enti interessati, oltre a non contenere né obblighi precisi, né garanzie, né tempistiche definite.
Da qui l’accusa politica più dura: aver presentato come risultati acquisiti elementi che, nei fatti, non esisterebbero. “Governare una città richiede atti amministrativi, non proiezioni di desideri personali”, attaccano i consiglieri di minoranza.

I dubbi su investimenti e soggetti coinvolti

Altro nodo critico è quello relativo alla solidità economica dei possibili soggetti coinvolti nel progetto. L’opposizione solleva interrogativi pesanti: come si può pensare di gestire investimenti superiori ai 100 milioni di euro con operatori che presentano fatturati minimi e utili pari a zero?
Una situazione definita senza mezzi termini come “un azzardo sulla pelle dei lavoratori e delle loro famiglie”, che alimenta ulteriori perplessità sulla credibilità complessiva dell’operazione.

Nessun finanziamento, nessuna area, nessun potere reale

Dalla nota aziendale emergerebbe, secondo la minoranza, un quadro ancora più netto: non esistono finanziamenti pubblici disponibili, non ci sarebbero aree realmente idonee alla delocalizzazione e alcuni proprietari avrebbero già escluso la fattibilità delle ipotesi avanzate.
Anche sul piano giuridico, viene contestato l’uso improprio di termini come “atto di sottomissione”, indicato come uno strumento che il Comune, allo stato attuale, non avrebbe il potere di utilizzare.

“Era tutto fumo”: la richiesta di un confronto pubblico

Il clima, secondo l’opposizione, è ora segnato da forte incertezza. Alimentare aspettative senza basi solide rischia di mettere in pericolo posti di lavoro e sicurezza energetica del territorio.
“Avevamo detto che era tutto fumo, e oggi il fumo si è diradato lasciando il nulla”, dichiarano i rappresentanti della minoranza. E aggiungono: “Il Sindaco esca dal mondo dei social e torni in quello della realtà”.
Da qui la richiesta immediata di un confronto pubblico nelle sedi istituzionali, con un invito chiaro: “Il Comune mostri carte e documenti, se ne ha”.

Commissione speciale e richiesta di trasparenza

Alla luce delle divergenze tra quanto comunicato dall’amministrazione e quanto emerso dalla nota aziendale, l’opposizione rilancia la proposta di istituire una Commissione Speciale.
L’obiettivo è fare piena luce su una vicenda definita ormai “una zona d’ombra amministrativa e politica”, chiarendo responsabilità e passaggi decisionali.
“La città merita rispetto, non propaganda”, è la linea ribadita con forza. E ancora: “I cittadini hanno il diritto di sapere se si è trattato di sciatteria amministrativa o di una distorsione della realtà”.

Tra tutela del lavoro e futuro del territorio

Pur nella durezza dello scontro, l’opposizione sottolinea di non voler arretrare sull’obiettivo della delocalizzazione dei depositi costieri, ritenuta necessaria per restituire al territorio aree oggi considerate troppo impattanti.
Allo stesso tempo, viene evidenziata la necessità di mantenere il massimo rispetto per lavoratori e famiglie coinvolte, ricordando il ruolo che queste realtà hanno avuto nello sviluppo della città.
La partita, dunque, resta aperta. Ma dopo la presa di posizione di Meridionale Petroli, il confronto politico entra in una fase decisiva, dove – chiedono le minoranze – a parlare dovranno essere finalmente i fatti.

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