L’apertura dei 22 nuovi poliambulatori nel costruendo ospedale della Sibaritide – che in realtà secondo le carte visionate da Calabria7 sono solo 10 – in contrada Insiti a Corigliano Rossano rappresenta un tassello fondamentale per la sanità del territorio.
A intervenire sull’avvio della struttura è Andrea Ferrone, segretario generale della Cgil Pollino Sibaritide Tirreno, che sottolinea l’importanza dell’evento senza nascondere le criticità ancora aperte.
“Con molto piacere abbiamo assistito all’apertura dei 22 nuovi poliambulatori del nosocomio di contrada Insiti a Corigliano Rossano”, dichiara Ferrone.
“Si tratta, difatti, del primo dei 4 nuovi ospedali calabresi che presero il via dalla gestione amministrativa regionale del presidente Scopelliti. Dopo tanti anni, nonché tante e tante peripezie, ha preso finalmente forma un pezzo della nuova struttura”.
Tuttavia, superata la fase delle celebrazioni, la priorità diventa rendere il plesso pienamente operativo nel minor tempo possibile. “Ora, dopo le celebrazioni di rito, riteniamo che sia necessario implementare in maniera più celere possibile il trasferimento ed il relativo completo buon funzionamento del nosocomio per arrivare ad avere quella struttura avveniristica che la Calabria di questo territorio attende da tempo”, aggiunge il segretario.
I nodi da sciogliere: cronoprogramma, personale e sottoservizi
Il percorso verso il completamento dell’opera non è privo di insidie. Sullo sfondo rimangono i rischi legati a reparti chiave come medicina nucleare ed emodinamica, già al centro di accese polemiche nel corso della stagione estiva. Per evitare ulteriori rallentamenti, il sindacato individua alcune priorità inderogabili.
In primo luogo serve una tabella di marcia chiara. “Bisogna, a nostro avviso, preliminarmente avere un cronoprogramma più dettagliato da oggi e fino al completamento dell’opera che, a tal proposito, il presidente Occhiuto ha indicato nella prossima primavera”, spiega in sindacalista.
Accanto alle tempistiche, resta cruciale la gestione delle risorse umane. “Bisogna in secondo luogo chiarire con certezza quali trasferimenti del personale comporti questo lasso di tempo e, soprattutto, come accennato anche dal nuovo commissario Asp di Cosenza, quali risorse umane aggiuntive siano previste, sapendo che è solo la Regione e non altri a poter rispondere a questa esigenza”.
A questo si aggiunge l’annosa questione delle infrastrutture di rete: “Resta sullo sfondo, oramai da tempo, la questione dei cosiddetti sottoservizi a supporto della struttura che, si auspica, possano immediatamente trovare soluzione ed essere affrontati con la dovuta sinergia dagli enti a vario (ed ampio) titolo coinvolti, cosa non scontata almeno sino ad oggi”.
Project financing e rischio esuberi: l’allarme per i lavoratori in appalto
La preoccupazione più diretta per la CGIL riguarda la tenuta occupazionale dei lavoratori impegnati nei servizi in appalto. Il modello di gestione individuato all’epoca rischia di ripercuotersi negativamente su decine di addetti impiegati in vari reparti e presidi territoriali.
“Si deve considerare che il tipo di gestione all’epoca individuato (il famoso project financig) non obbliga il concessionario a servirsi delle aziende oggi operanti, ad esempio, sui servizi in appalto del tipo ristorazione, pulizie, vigilanza, lavanolo etc”, evidenzia con forza il Segretario Generale. “Questo potrebbe significare che le maestranze oggi impegnate in tali servizi, ve ne sono decine e decine dislocate in reparti ospedalieri piuttosto che in ambulatori e distretti sul territorio comunale, siano a rischio di decurtazione dell’orario di lavoro oppure addirittura in esubero. Su ciò c’è poco da scherzare, è urgente chiarire la situazione”.
Di fronte a questo scenario, le organizzazioni sindacali si sono già attivate chiedendo un confronto immediato con la direzione sanitaria. “A tal proposito abbiamo unitariamente chiesto un incontro al nuovo Commissario Asp Dr Sestito, al quale faccio appello affinché ci riceva al più presto. L’impegno del sindacato è chiaro, naturalmente altrettanto ci aspettiamo dalle controparti”, conclude Ferrone.















