Nessuna sirena romana ed esclusione netta di futuri scenari nazionali nell’immediato. Il presidente della Regione Calabria, Roberto Occhiuto, ha sgombrato il campo dalle speculazioni sulle sue prospettive politiche durante il suo intervento nel programma “Tagadà” su La7, ribadendo la priorità assoluta per il mandato di governo regionale ricevuto dagli elettori calabresi.
Quattro anni di governo regionale e il ruolo strategico di Forza Italia
Ripercorrendo le ultime tappe amministrative, il vertice della Giunta calabrese ha chiarito l’orizzonte temporale della sua azione politica: “Sono stato rieletto alla presidenza della Regione l’anno scorso quindi ho 4 anni davanti a me per governare una regione bellissima ma complicata come la Calabria, però cerco di essere da stimolo al mio partito, al centrodestra perché possa recuperare un impulso più riformista, più liberale”.
Proseguendo nella sua analisi dello scenario politico nazionale, il governatore ha tracciato una linea d’azione chiara per la coalizione di governo e per il proprio partito: “Io vorrei che il centrodestra recuperasse questo tipo di ambizione riformista, liberale. Non si può chiedere a Giorgia Meloni di farlo. E’ stata bravissima, ha preso un partito che era chiuso nel recinto della destra e l’ha fatto diventare il primo partito della destra europea in Italia. Però noi di Forza Italia forse avremmo il compito di fare l’altra parte del lavoro, cioè di pensare ad attrarre quanti vorrebbero che questo Paese fosse veramente riformato, più liberale”.
L’affondo su Vannacci e il monito alla Lega
Non sono mancati i passaggi polemici diretti all’eurodeputato Roberto Vannacci, giudicato dal governatore calabrese del tutto estraneo al perimetro e ai valori del centrodestra di governo.
“Vannacci? Non c’entra nulla col centrodestra. Deciderà Giorgia Meloni”, ha scandito il presidente della Regione Calabria, “ma per quanto mi riguarda, per quanto riguarda Forza Italia è incompatibile e credo anche col modo di intendere la destra di Giorgia Meloni. Sarebbe un salto nel passato dopo l’evoluzione che Meloni ha fatto fare alla destra italiana. Credo che non ci pensi proprio”.
Infine, Occhiuto ha riservato un monito sibillino alla dirigenza del Carroccio: “Chi l’ha messo nella Lega credo che abbia capito che si può sbagliare una volta ma perseverare sarebbe diabolico”.
Risorse e riforme per la sanità: l’allarme di Occhiuto e la ricetta sui pronto soccorso
Sull’emergenza sanitaria nazionale e la necessità di maggiori finanziamenti nel settore, il governatore calabrese ha evidenziato la convergenza con il governo centrale, sollecitando però interventi strutturali profondi sul reclutamento del personale.
“La richiesta di avere più soldi nella sanità, prima dei presidenti delle Regioni governate dalla sinistra, l’ha fatta il ministro della Salute, Orazio Schillaci. Quindi, evidentemente, c’è una necessità condivisa di aumentare le risorse per la sanità”, ha spiegato ancora il vicepresidente nazionale di Forza Italia ai microfoni di “Tagadà”.
“Io da tempo dico che le risorse vanno aumentate – peraltro, se ormai sono agganciate al Pil le risorse per la difesa, forse sarebbe utile agganciare al Pil anche le risorse per la sanità – ma in questo Paese si parla sempre, quando si parla di sanità, solo di risorse e mai delle riforme che occorrono per farla funzionare meglio”.
Richiamando direttamente l’esperienza amministrativa vissuta in Calabria per garantire la continuità dei servizi essenziali, Occhiuto ha evidenziato i limiti della programmazione passata e la crisi delle specializzazioni d’emergenza: “Ad esempio, io in Calabria sono stato costretto a prendere i medici cubani, ne ho 400, perché altrimenti avrei dovuto chiudere gli ospedali. Non trovavo specializzati che volessero lavorare ad esempio nei pronto soccorso della Calabria. Per anni abbiamo ascoltato l’Ordine dei medici che diceva che in Italia c’erano troppi medici, abbiamo creato un imbuto formativo, abbiamo scritto le leggi che riguardavano la sanità sotto dettatura dell’Ordine dei medici, non guardando ai bisogni dei cittadini, e poi ci siamo ritrovati con problemi giganteschi di reclutamento dei medici”.
In conclusione, il presidente della Giunta ha indicato la strada da percorrere per incentivare le corsie operative: “Ecco, forse bisogna intervenire in questa direzione: bisogna chiedersi perché molti giovani medici vogliono specializzarsi ad esempio in dermatologia, perché poi fanno il chirurgo estetico, e non in emergenza urgenza, perché poi invece devono stare in un pronto soccorso davanti a cittadini arrabbiati perché non riescono a trovare le giuste risposte dalla sanità”, proponendo una soluzione economica precisa: “Forse sarebbe utile pagare i medici che stanno nel pronto soccorso più dei medici che si specializzano in dermatologia”.














