In un paese dove i governi, tutti da un trentennio a questa parte, nessuno escluso, si impegnano con freddezza da killer a strozzare il diritto allo studio nelle facoltà di medicina, se vuoi ripopolare di professionalità ospedali e strutture sanitarie pubbliche, devi per forza ingegnarti. Non hai altra strada, non esiste percorso diverso dalla creatività e dall’utilizzo del marketing, anche via social, se possibile. Spiace dirlo, ma è così.
Fuori dai confini e fuori dal sistema
Ormai bisogna andare fuori non solo dai confini patrii, ma anche dal sistema di reperimento ordinario della materia umana prima. Le orrende riforme che regolano l’accesso a medicina e gli iter delle specializzazioni, altro non sono che un tentativo, in via di riuscita peraltro, di suicidio assistito della sanità pubblica.
L’imbuto rovesciato e le colpe della politica
È la logica degli imbuti rovesciati che il governo Meloni avrebbe dovuto e potuto sovvertire. I soloni dicono che non è così, i corporativisti di destra e di sinistra li confortano con la “forza” di certa monnezza argomentativa che sputa addosso soprattutto ai ragazzi meno abbienti che vorrebbero realizzare il sogno di diventare medico. (Per inciso: Dio che scempio, quelle donne e quegli uomini di sinistra che brigano dal parlamento per limitare l’accesso universitario).
La sete di medici è un fatto, non un’opinione
E tuttavia, i fatti sono impietosi nel dimostrare quanto sia vera la sete di medici in Calabria, e non solo. Pertanto, che gli vuoi dire ad un Roberto Occhiuto che si veste da collocatore per offrire lavoro ai medici di tutto il mondo da Instagram, TikTok e Facebook? Niente, sostanzialmente nulla, perché le condizioni del malato Calabria sono talmente critiche che c’è bisogno di forze fresche. Che non ci sono, almeno nella misura e nelle unità che ci necessitano.
“Dirotta su Cuba” (e non solo)
E allora “Dirotta su Cuba”, ma anche sul Venezuela e, perché no, anche in Africa. La campagna acquisti deve essere capillare e deve superare gli ostacoli verbosi e corporativi che sicuramente opporranno i distruttori del diritto costituzionale alla salute.
Il vero buco nero: le dirigenze
Occhiuto però un ‘bando social’ lo riservi anche per le dirigenze. Se siamo mussu e ghinocchia lo dobbiamo pure a manager che non hanno mai voluto capire la Calabria, trattandola come un’azienda e non come una comunità.
Ambulanze vuote, 118 morenti, territori abbandonati
I 118 morenti, le ambulanze piene di vuoto, l’entroterra spogliato della Cura pubblica, sono riflessi non direttamente ascrivibili alla sola penuria di medici, bensì alla mancanza di sensibilità.
Nei bandi serve l’umanità
Nei titoli richiesti dagli avvisi di ricerca dei manager, Roberto Occhiuto deve inserire l’umanità, lo spirito missionario e l’amore per la Calabria. Presidente, ne abbiamo le palle piene di manager aristocratici, che guardano dall’alto verso il basso la disperazione crescente e non sono in grado di stabilire un rapporto empatico con le realtà che dovrebbero migliorare. Se non li caccia a pedate lei, se non impedisce che arrivino dalle nostre parti pluri masterizzati che se la tirano, lo farà la storia.









