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3 Aprile 2026
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Parco delle Serre, ecco il decreto atteso da oltre un mese: Costantino è il nuovo commissario straordinario

Dopo mesi di vuoto istituzionale e un'attesa che aveva sollevato più di un interrogativo, Occhiuto ha firmato il provvedimento che nomina l'ingegnere. In bilico oltre dieci milioni di euro di opere

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Il giallo politico-amministrativo che aleggiava sul Parco Naturale Regionale delle Serre sembra avere, finalmente, una risposta. Il Presidente della Regione Calabria Roberto Occhiuto ha firmato — con decorrenza immediata — il decreto n. 22 del 1° aprile 2026, nominando l’ingegner Francesco Costantino Commissario Straordinario dell’ente. Il provvedimento è stato pubblicato sul Bollettino Ufficiale della Regione Calabria (BURC) n. 69 del 2 aprile 2026.

Una storia di silenzi istituzionali

Per comprendere il peso di questo decreto occorre ripercorrere una sequenza di date che, da sola, racconta meglio di qualsiasi analisi la paralisi che ha colpito uno degli enti parco più importanti della Calabria. L’8 ottobre 2025 scadeva il mandato dell’ex commissario Alfonso Grillo, non riconfermato dopo quattro anni. Da quel momento, silenzio. Per oltre quattro mesi la Regione non ha mosso un passo.

È stato il revisore dei conti del Parco a rompere l’inerzia, il 24 febbraio 2026, con una formale comunicazione scritta alla Regione in cui rappresentava “la necessità di garantire il funzionamento dell’ente Parco”. Tre giorni dopo, il 27 febbraio, la Giunta regionale ha deliberato (DGR n. 88) di procedere alla nomina di Costantino. Poi, di nuovo, il vuoto: il decreto presidenziale atteso «in un paio di giorni» ha impiegato oltre un mese.

Chi è Francesco Costantino e cosa dovrà fare

Il nuovo commissario è un dirigente della Regione Calabria in forza al Dipartimento Ambiente, che avrebbe accolto l’incarico con disponibilità. I rumors lo descrivono come figura non sgradita all’area politica che governa la Regione. L’incarico, precisa il decreto, è svolto a titolo gratuito: Costantino avrà diritto soltanto al rimborso delle spese effettivamente sostenute, con oneri esclusivamente a carico del bilancio dell’ente Parco — nessun aggravio per le casse regionali.

Il commissario resterà in carica fino alla ricostituzione degli organi dell’ente, secondo quanto previsto dall’art. 32, comma 2 della L.R. 22/2023. Il suo compito prioritario sarà quello di garantire la continuità amministrativa e gestionale del Parco e di avviare le procedure per la nomina del Presidente dell’ente — figura che manca da oltre un decennio.

Dieci milioni di euro in bilico

Il ritardo non è stato solo un problema formale. Sul tavolo del Parco delle Serre giacevano — e giacciono — progetti in itinere per una decina di milioni di euro di opere, bloccate dalla mancanza di chi potesse apporre la propria firma su incarichi e affidamenti. Il rischio concreto era quello di perdere finanziamenti o incorrere in pesanti rallentamenti, con ricadute su un territorio che di quello sviluppo avrebbe enorme necessità. A ciò si aggiungeva la mancata approvazione del bilancio dell’ente, documento fondamentale per qualsiasi programmazione futura.

Un commissariamento che dura da quindici anni

Va ricordato che la situazione di precarietà del Parco delle Serre non è recente. Il Consiglio Direttivo fu sciolto con decreto presidenziale già nel settembre 2010. Da allora, l’ente ha vissuto di commissari che si sono avvicendati di semestre in semestre, in un’alternanza governata più da logiche partitiche che da un progetto organico di rilancio del territorio. Anche di fronte a questo ennesimo episodio di incertezza istituzionale, i sindaci dell’area non hanno manifestato alcuna reazione politica per rivendicare rispetto e stabilità. Il decreto di Occhiuto chiude — almeno formalmente — la pagina più recente di questa storia. Ma il territorio aspetta qualcosa di più: una guida stabile, non l’ennesimo commissario.

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