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3 Febbraio 2026
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Pd di Cosenza, lo scontro si fa duro: sfiducia a Lettieri con l’accusa di “violenza politica”

“Non possiamo accettare la svendita del partito”: la resa dei conti passa dall’assemblea sconvocata nella notte e riconvocata per il 21 febbraio e anche dalla rissa sulle provinciali che rischiano di spaccare definitivamente il fronte dem

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La crisi nella federazione provinciale del Partito democratico di Cosenza entra in una fase drammatica e senza precedenti. La maggioranza dei componenti dell’Assemblea provinciale come ormai noto da tempo ha presentato una mozione di sfiducia nei confronti del segretario provinciale Matteo Lettieri, accusandolo di aver “ingessato” il partito, paralizzandone l’attività politica e svuotando di fatto il ruolo degli organismi dirigenti. C’è chi azzarda, addirittura, che Lettieri stia lavorando ad altri obiettivi che secondo la fronda interna non collimerebbero con gli interessi del partito.
Sta di fatto che gli animi sono ormai esacerbati e lo si nota dal “tono” utilizzato in una nota inviata dalla maggioranza dell’Assemblea provinciale di Cosenza, poco meno di quaranta firmatari sui sessantadue aventi diritto.
Quello che si sta consumando, dunque, è un conflitto ormai aperto, che sta trovando nelle ultime ore il suo punto di massima tensione. La vicenda è ancora poco nota: l’assemblea provinciale convocata da Lettieri per la giornata di oggi è stata poi “sconvocata” nel cuore della notte, per poi essere autoconvocata il 21 febbraio dalla maggioranza dello stesso dell’organo assembleare. Una decisione che ha innescato una durissima reazione politica.

“Violenza politica inaccettabile”

Nel comunicato diffuso, i firmatari parlano senza mezzi termini di “atto di violenza politica inaccettabile”, chiedendo “le dimissioni immediate di Lettieri e l’intervento dei livelli regionali e nazionali a tutela del partito.
La sconvocazione dell’assemblea provinciale riferiscono è un atto di violenza politica inaccettabile. Adesso dimissioni immediate di Lettieri ed intervento dei livelli regionali e nazionali a tutela del Partito”.
Secondo la maggioranza dell’assemblea, la decisione di far saltare l’organismo non sarebbe un episodio isolato, ma l’ennesimo atto di una gestione giudicata autoritaria e priva di legittimazione politica.

Assemblea rinviata a sabato

La riunione convocata per oggi e sconvocata, è stata aggiornata a sabato prossimo per “consentire una più ampia partecipazione e un confronto politico pienamente consapevole”. L’appuntamento è stato fissato per le 11 nella sede della federazione.

“Gesto senza precedenti nella storia del Pd”

Nel comunicato, l’atto firmato da Lettieri viene definito “unilaterale e non concordato” e “rappresenta un gesto di violenza e di irresponsabilità politica senza precedenti nella storia del Partito Democratico, a livello nazionale, regionale e provinciale”.
Una scelta che, secondo i firmatari, avrebbe impedito “deliberatamente ogni discussione e ogni determinazione degli organismi sovrani e legittimi” della federazione cosentina.

La accuse di violazione della democrazia interna

La critica si allarga al metodo di conduzione del partito, giudicato incompatibile con i principi fondativi del Pd.
Mai si era assistito prosegue la maggioranza dell’assemblea dei dem cosentini a una violazione tanto grave, reiterata e sistematica delle più elementari regole della democrazia interna”.
Nel mirino finisce anche il mancato rispetto delle indicazioni della Commissione regionale di garanzia, che aveva imposto tempi certi per l’elezione della Commissione provinciale di garanzia.

Partito paralizzato e scadenze elettorali a rischio

Secondo la maggioranza dell’assemblea, la gestione di Lettieri starebbe producendo effetti devastanti sull’azione politica del Pd cosentino. L’accusa è circostanziata: “L’irresponsabilità del segretario e della presidente paralizzano il PD, impedendogli di coordinarsi e di assumere qualsiasi iniziativa politica ed elettorale”.
Un blocco che arriva in un momento particolarmente delicato, con le elezioni provinciali e la campagna referendaria alle porte.

“Fuga per impedire una nuova maggioranza”

Durissime anche le accuse sul piano politico: “Sono sfuggiti per impedire che una nuova maggioranza politica potesse legittimamente rappresentarsi negli organismi statutari”.
Un comportamento definito “apertamente antidemocratico” e finalizzato a soffocare il confronto interno.

“Dimissioni immediate e fine dell’occupazione illegittima”

La conclusione del documento è netta. “Lettieri deve dimettersi con effetto immediato e liberare la Federazione di Cosenza da un’occupazione illegittima, priva di consenso politico”.
I firmatari proseguono denunciando una gestione piegata all’autoconservazione dei gruppi dirigenti e parlano di una vera e propria “profanazione” degli organismi di partito.

Appello al regione e nazionale

La maggioranza dell’assemblea chiede poi un intervento urgente dei livelli superiori del partito giacché la “situazione è gravissima e richiede un intervento immediato del partito”. Insomma, una sorta di appello che si accompagna all’invito rivolto a iscritti, dirigenti, amministratori e componenti dell’assemblea a partecipare all’assemblea di sabato e a non cedere alle provocazioni.

“Non possiamo accettare la svendita del PD”.

La crisi del Pd cosentino, dunque, appare tutt’altro che risolta. La mozione di sfiducia resta sul tavolo e l’assemblea di sabato si annuncia come un passaggio decisivo per il futuro della federazione provinciale e per la credibilità del partito sul territorio.

La vista (con rissa) sulle “Provinciali”

Un futuro che passa anche dalle urne, seppur di secondo livello, come quelle che si apriranno per le elezioni della presidenza ed il rinnovo del consiglio provinciale, che vedrà protagonisti gli amministratori dei 150 comuni cosentini. Un’arena in cui la faranno da padrona gli indici ponderati, il peso specifico di ciascun consigliere comunale che si recherà a votare. Quelli dei grandi centri, sostanzialmente pesano molto di più che di interi consigli comunali di medi e piccoli comuni.
In questo solco si colloca anche la rissa tutta dem per la candidatura alla presidenza, anche se ci sarà discutere con l’intero campo progressista, il Movimento Cinque Stelle e Avs, che ovviamente vorranno dire la loro.
Il Pd di Corigliano Rossano, ad esempio, ha da tempo indicato Flavio Stasi, che pero pare non sia così propenso ad accettare la sfida, perché concentrato probabilmente a lavorare su ben altre tornate elettorali…
A Cosenza, si punta invece su Franz Caruso con l’avallo di una buona fetta dem.
Schermaglie iniziali, insomma, di una partita che si giocherà l’8 marzo e che fanno solo da contorno

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