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9 Maggio 2026
9 Maggio 2026
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Ponte sullo Stretto, il decreto è legge: via libera definitivo della Camera alle grandi opere

Con 160 voti favorevoli Montecitorio approva il provvedimento: accelerazione per infrastrutture strategiche, commissari straordinari e cantieri nazionali. Dalla Sicilia a Venezia, il governo punta a sbloccare opere considerate decisive per crescita, mobilità e investimenti

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La Camera approva definitivamente il decreto sulle grandi opere e sui commissari straordinari. Con 160 voti favorevoli, 110 contrari e 7 astensioni, il provvedimento diventa legge e apre una nuova fase per alcuni dei dossier infrastrutturali più rilevanti del Paese, a partire dal Ponte sullo Stretto di Messina.

Il testo, composto da dieci articoli, interviene sulle procedure di autorizzazione, sui poteri commissariali e sulle concessioni relative a opere considerate strategiche dal governo. Al centro della norma c’è la prosecuzione dell’iter per la realizzazione del collegamento stabile tra Sicilia e Calabria, ma il decreto estende i suoi effetti anche ad altri cantieri nazionali, dalla sicurezza del traforo del Gran Sasso alla Linea C della metropolitana di Roma.

“Con questa approvazione imprimiamo una forte accelerazione alle infrastrutture strategiche del Paese”, fanno sapere fonti della maggioranza, sottolineando come il decreto “punti a ridurre i tempi burocratici e a garantire maggiore efficienza operativa”.

Il nodo Ponte: accelerazione sull’iter

Il cuore politico del provvedimento riguarda il Ponte sullo Stretto, opera simbolo dell’esecutivo e tema centrale del confronto parlamentare degli ultimi mesi. La nuova legge disciplina la continuità dell’iter autorizzativo e rafforza il quadro operativo necessario alla realizzazione dell’infrastruttura.

Secondo il governo, l’obiettivo è evitare rallentamenti amministrativi e assicurare una governance più rapida attraverso strumenti commissariali e procedure semplificate.

Le opposizioni hanno contestato soprattutto l’impatto economico e ambientale dell’opera, definendo il progetto “costoso e divisivo”. La maggioranza, invece, lo considera un investimento strategico per il Mezzogiorno e per i collegamenti logistici europei.

“L’Italia non può più rinviare le infrastrutture decisive per la competitività del sistema Paese”, è la linea sostenuta dai partiti di governo durante il dibattito in Aula.

Gran Sasso, autostrade e sicurezza

Tra le misure inserite nel decreto trovano spazio anche gli interventi per la messa in sicurezza del traforo del Gran Sasso e per l’adeguamento delle autostrade A24 e A25, infrastrutture considerate cruciali per la mobilità del Centro Italia.

Il provvedimento introduce inoltre disposizioni per rafforzare l’operatività dei commissari straordinari incaricati della realizzazione delle opere legate agli Europei UEFA 2032, appuntamento sul quale il governo punta per accelerare investimenti in stadi, collegamenti e servizi urbani.

Roma e Venezia tra i dossier strategici

Nel testo trovano spazio anche norme destinate ad accelerare i lavori della Linea C della metropolitana di Roma, una delle opere pubbliche più complesse e discusse degli ultimi anni nella Capitale.

Parallelamente vengono introdotte misure dedicate alla tutela della laguna di Venezia, con interventi finalizzati alla salvaguardia ambientale e alla gestione delle infrastrutture connesse alla protezione del territorio lagunare.

Commissari e poteri speciali

Uno degli assi portanti del decreto riguarda il rafforzamento della struttura commissariale. Le nuove norme ampliano la funzionalità dei commissari straordinari, compresi quelli legati a Rete Ferroviaria Italiana, con l’obiettivo dichiarato di accelerare tempi di progettazione, affidamento ed esecuzione delle opere.

Per il governo, la leva commissariale rappresenta uno strumento indispensabile per superare i ritardi cronici che da anni frenano la realizzazione delle infrastrutture italiane.

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