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10 Marzo 2026
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Ponte sullo Stretto, il decreto Infrastrutture torna in Cdm: scoppia il caos politico tra Pd e M5s

Il progetto continua a slittare mentre 13 miliardi di euro restano bloccati, tra accuse di propaganda e pasticci tecnici. Governo e ministeri nel mirino delle opposizioni

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Il decreto Infrastrutture dovrà tornare in Consiglio dei Ministri per approvare le modifiche imposte dalla Ragioneria Generale dello Stato. Un passaggio che scatena nuove polemiche da parte delle opposizioni, che denunciano: “regna il caos“.
Secondo il senatore Pd Antonio Misiani e il deputato dem Andrea Casu: “Sul Ponte sullo Stretto il governo Meloni e il ministro Salvini continuano a collezionare solo rinvii, correzioni e stop tecnici. Le modifiche richieste dalla Ragioneria certificano ancora una volta l’improvvisazione che regna al Mit”.

La propaganda contro i numeri

“Dopo mesi di annunci, il governo è costretto a precisare nero su bianco che tutte le procedure dovranno avvenire ‘senza nuovi o maggiori oneri per la finanza pubblica'”, sottolineano i dem. In pratica, il ministro Salvini dovrà arrangiarsi con le risorse già disponibili, mentre il progetto continua a slittare.
“È il paradosso di un’opera che blocca oltre 13 miliardi di euro di risorse pubbliche, serve solo alla propaganda e vive nei comunicati stampa e nei post social del ministro”, concludono. Il Pd chiede quindi di destinare queste risorse alle vere emergenze del paese.

Il M5s punta il dito

Anche il Movimento 5 Stelle critica duramente: “Le procedure per far ripartire l’iter del ponte vanno riformulate senza un euro di spesa in più a carico delle casse pubbliche“.
Secondo Daniela Morfino, capogruppo M5s in Commissione Ambiente: “Il governo continua a tenere bloccati 15 miliardi per un’opera sulla quale è tutto da rifare: progetto, procedure, stime sui costi, valutazioni degli impatti ambientali. Un teatrino osceno e indifendibile. Fine farsa quando?”.

Anche i Verdi alzano la voce

Anche il deputato di Avs Angelo Bonelli denuncia: “Salvini scrive decreti sul Ponte senza passare dagli apparati dello Stato, e poi arriva la Ragioneria a fermarlo e correggerlo“.
Il decreto Infrastrutture dovrà quindi tornare in Cdm, con l’obbligo di realizzare tutte le procedure senza nuovi o maggiori costi per lo Stato.
Bonelli sottolinea che il progetto, già dichiarato illegittimo dalla Corte dei Conti, continua a drenare miliardi senza risolvere i problemi reali di Sicilia e Calabria, devastate dai cicloni Harry e Ulrike: “Il Ponte sullo Stretto resta uno slogan elettorale che costa tanto e non serve a nessuno“.

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