× Sponsor
21 Maggio 2026
21 Maggio 2026
spot_img

Ponte sullo Stretto, Tucci affonda il colpo sui costi: “Milioni ai manager mentre l’opera non esiste”

Il deputato attacca la società Stretto di Messina: “Zero cantieri, solo annunci e costi fuori controllo”. Nel mirino 21 dirigenti e compensi fino a 360mila euro

spot_img

Il Ponte sullo Stretto torna al centro della polemica politica dopo le dichiarazioni del deputato del Movimento 5 Stelle Riccardo Tucci, che punta il dito contro la gestione della società “Stretto di Messina Spa” e contro lo stato di avanzamento del progetto. “Zero escavatori in azione, zero operai al lavoro, tante chiacchiere e poca concretezza: il ponte sullo Stretto è un’opera defunta”, afferma Tucci, che accusa il governo di mantenere in vita una struttura costosa a fronte di un’opera ancora priva di sviluppi operativi concreti.

Il nodo dei compensi: “Crescita dei costi e super stipendi”

Nel mirino del parlamentare finiscono i costi del personale della società, indicati come in forte aumento rispetto agli anni precedenti. “I dati fanno cadere le braccia: la società conta 114 dipendenti, di cui 21 dirigenti, per un costo complessivo di 11,5 milioni di euro annui”, sottolinea Tucci. Secondo quanto evidenziato, la spesa destinata ai soli dirigenti sarebbe passata da 4,5 milioni nel 2024 a circa 6 milioni nel 2026, con alcuni compensi superiori ai limiti previsti per le società pubbliche, resi possibili da specifiche deroghe normative.

Critiche al governo e ai rinvii del cronoprogramma

Tucci contesta anche la tempistica annunciata per l’avvio dei cantieri, definita una sequenza di rinvii. “Si è passati dall’autunno 2024 alla primavera 2025, poi alla fine del 2025, fino ad arrivare all’ultimo trimestre del 2026”, afferma il deputato M5S. Nel suo intervento viene inoltre richiamata la mancanza dei principali passaggi procedurali, tra cui la delibera del Cipess e la registrazione alla Corte dei Conti, ancora in attesa di completamento.

Interrogazione parlamentare e proposta di utilizzo delle risorse

Tucci annuncia infine la presentazione di un’interrogazione parlamentare per chiedere al governo di rivedere la gestione delle risorse destinate al progetto. “Chiediamo di revocare i privilegi e destinare queste somme alle reali priorità di Sicilia e Calabria, come infrastrutture ferroviarie, stradali e reti idriche”, afferma il deputato, definendo l’attuale impostazione del progetto come distante dalle esigenze territoriali.

spot_img
spot_img

ARTICOLI CORRELATI

spot_img

ULTIME NOTIZIE

spot_img