Arriva una boccata d’ossigeno per i precari della cultura in Calabria. I contratti dei lavoratori del Ministero della Cultura, scaduti lo scorso 1° marzo, saranno prorogati fino al 31 dicembre 2026 grazie a un emendamento al decreto PNRR.
A darne notizia sono i parlamentari del Movimento 5 Stelle Riccardo Tucci, Anna Laura Orrico e Vittoria Baldino, insieme alle consigliere regionali Elisa Scutellà ed Elisabetta Barbuto.
Si tratta di circa 300 lavoratori, tra funzionari e addetti alla vigilanza, impegnati nei musei e nei siti archeologici della regione.
“Pasqua più serena”, ma resta la precarietà
“I lavoratori potranno affrontare la Pasqua con maggiore serenità”, sottolineano gli esponenti pentastellati, evidenziando l’importanza della proroga per centinaia di famiglie.
Tuttavia, resta irrisolta la questione centrale: la stabilizzazione. L’emendamento presentato dal M5S prevedeva anche l’assunzione definitiva dei lavoratori, proposta però respinta dalla maggioranza.
“Si continua a mantenere queste persone in una condizione di precarietà inaccettabile”, attaccano i rappresentanti del Movimento.
Disagi nei musei durante lo stop
Nel periodo di vuoto contrattuale, durato circa un mese, non sono mancati i disservizi nei luoghi della cultura calabresi.
Secondo quanto riferito, diversi musei e soprintendenze hanno dovuto ridurre o sospendere le attività per carenza di personale.
Tra i casi segnalati, il Museo archeologico nazionale Vito Capialbi e i musei di Locri, Stilo e Reggio Calabria.
L’attacco al Governo
Duro il giudizio politico del M5S, che punta il dito contro l’esecutivo guidato da Giorgia Meloni.
“Le inefficienze del Governo hanno causato disagi e dimostrano scarsa attenzione verso il patrimonio culturale”, concludono i firmatari della nota.









