Chiamarlo test elettorale sarebbe esagerato, almeno fino a quando vigerà l’orrendo sistema di voto ponderato, che tutti dicono di voler eliminare per dare la parola agli elettori, poi però in parlamento nulla o quasi fanno. Ipocrisie corporative. Per adesso, le elezioni per il rinnovo del consiglio provinciale di Catanzaro, e solo di quello, possono costituire ‘solo’ un misuratore dei rapporti di forza tra i vari leader delle opposte aree politiche nell’ area centrale della Calabria. I partiti con i simboli reali, in larga parte non ci sono; al posto loro listelle e listoni, che fan rima con minestroni facenti riferimento a parlamentari e consiglieri regionali, per lo piu’. Vietato mettersi a cercare un filo di coerenza tra l’ordine politico generale e quello ‘particulare’ dei territori catanzaresi: perderemmo solo tempo. Interessanti saranno comunque alcune dinamiche.
Dinamiche di annessione
Come il “triderby” verde tra leader leghisti: il vicepresidente della giunta regionale, Filippo Mancuso a sostegno di Mimmo Gianturco, il deputato Domenico Furgiuele sul sindaco di Gizzeria Argento, e il consigliere regionale Giampaolo Bevilacqua su Raso (la consigliera).
E che dire delle prove di annessione di Azione da parte di Forza Italia, che costituiscono anch’esse tema di interesse, dal momento che il listone azzurro ospita un pezzo pregiato dei calendiani, Berlingò. Occhio poi all’esponente di centrodestra lametino Mastroianni, che pare stia facendo breccia nel Consiglio comunale di Catanzaro, dove avrebbe trovato più di uno sponsor. A tenere desta l’attenzione è anche un derby tutto interno al Pd, che vede confrontarsi la consigliera comunale lametina, Lidia Vescio e il sindaco di San Pietro a Maida, Domenico Giampà, che dei dem è stato segretario provinciale in pratica fino ad avantieri, prima che gli subentrasse l’attuale, Gregorio Gallello.
A proposito di Soverato
Partirebbe avvantaggiato, dunque Giampà, in forza proprio del proprio portafoglio relazionale che si è riempito di contatti in vari anni di leadership, ma c’è un ma, che si chiama Ernesto Alecci, fortissimo consigliere regionale del Pd, ex sindaco di Soverato, la cui opera di moral suasion potrebbe favorire anche l’avvocata lametina. A proposito di Soverato, il vice sindaco, Amoruso, non è proprio allineato all’onda alecciana, trovandosi in un cartello moderato che guarda a destra. Alecci, tuttavia, sta trovando praterie insperate in varie zone, a riprova che il suo è un impegno su scala provinciale, mirato quindi all’affermazione dell’intero cartello progressista. Dovrà fare a meno di Fiorita e compagni orientati a fare all-in sul consigliere comunale dem Gregorio Buccolieri. La parte del leone punta a recitarla la compagine che si ispira a Fratelli d’Italia, frutto del solito equilibrio tra Wanda Ferro (che punta sulla riconferma di Fragomeni) e Antonio Montuoro, cercherà di fare da argine, nella convinzione che certe frane innescate dalla affermazione referendaria del No vadano fermate prima che diventino valanghe di popolo. La preoccupazione più forte, infatti, all’interno dei principali esponenti del centrodestra è rappresentata da quegli amministratori civici, buoni per tutte le cause politiche, i quali adesso pare stiano orientando lo sguardo verso l’ex campo largo.
Non ci sono passaggi eclatanti
Sia ben chiaro: non ci sono passaggi eclatanti da una parte all’altra, almeno ufficialmente. Ci sono tuttavia le prime delusioni che non pochi sindaci cominciano ad esternare ai propri fedelissimi, nei confronti degli amministratori regionali. Sia sulla costa tirrenica, sia su quella jonica esistono infatti situazioni gravi, in cui l’erosione costiera sta letteralmente divorando i litorali. Ebbene, a fronte di questo, l’impegno della regione non è reputato né chiaro né concreto, e questo sta indispettendo vari primi cittadini che potrebbero votare e far votare contro le liste del centrodestra. Stesso malcontento nell’entroterra dove, a fonte di una viabilità in varie zone a pezzi, non si registra quell’impegno che gli amministratori si aspetterebbero dagli enti sovracomunali. Insomma, a rischiare grosso in queste provinciali consiglieri e gli assessori regionali.









