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4 Marzo 2026
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Referendum Giustizia, il Tar respinge la sospensiva immediata: confermato il voto del 22 e 23 marzo

Niente stop immediato alla consultazione popolare. Il Tribunale Amministrativo rigetta il blocco urgente, ma accelera i tempi per la decisione di merito a fine gennaio.

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Il cammino verso il referendum sulla Giustizia prosegue senza interruzioni. Il Tribunale Amministrativo Regionale del Lazio ha infatti respinto la richiesta di sospensione cautelare urgente presentata contro la deliberazione del Governo che ha fissato la consultazione per le giornate del 22 e 23 marzo 2026.

Attraverso un decreto monocratico, il Tribunale si è espresso sul ricorso avanzato dal Comitato promotore della raccolta firme, che mirava a bloccare gli effetti della delibera del Consiglio dei ministri dello scorso 12 gennaio e del conseguente decreto del Presidente della Repubblica. Secondo i giudici amministrativi, allo stato attuale “non sussistono i presupposti per un intervento cautelare urgente” che giustifichi la paralisi del procedimento. Di conseguenza, il calendario elettorale di primavera resta, per il momento, confermato.

Una partita ancora aperta: corsia accelerata per il 27 gennaio

Nonostante il mancato stop immediato, la battaglia legale rimane nel vivo. Il TAR ha infatti riconosciuto la rilevanza delle motivazioni del Comitato promotore, accogliendo l’istanza di abbreviazione dei termini processuali alla metà. Il decreto sottolinea infatti come “sussistono le ragioni di urgenza richieste” dai ricorrenti.

Questo passaggio sposta il confronto decisivo alla camera di consiglio fissata per il 27 gennaio. In quella sede, il collegio esaminerà nel merito la domanda di sospensiva seguendo una corsia accelerata. Il tribunale, pur negando il blocco istantaneo, ha certificato la delicatezza della materia anticipando il dibattito collegiale sulla legittimità delle decisioni dell’Esecutivo.

Scenari politici e incertezze giudiziarie

L’udienza di fine gennaio rappresenterà il vero spartiacque giuridico sulla regolarità dei tempi e delle modalità di calendarizzazione scelti dal Governo. Fino ad allora, la macchina istituzionale e politica del referendum resterà regolarmente in moto.

Tuttavia, lo scenario rimane fluido: l’avvicinarsi della campagna elettorale ufficiale convive con l’eventualità di nuovi colpi di scena giudiziari che potrebbero rimettere in discussione l’intero percorso a ridosso del voto.

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