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18 Marzo 2026
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Referendum giustizia, Mantovano rilancia il Sì da Lamezia Terme: “Molti magistrati favorevoli”

Con Mantovano anche Maurizio Lupi: “Non è una riforma di destra o sinistra, ma di buonsenso”. Al centro del dibattito autonomia dei magistrati, stop al correntismo e separazione delle funzioni

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Il referendum sulla giustizia entra nel vivo del dibattito politico. Da Lamezia Terme, nel corso di un’iniziativa organizzata da Noi Moderati, il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio Alfredo Mantovano ha rilanciato le ragioni del , intervenendo in videocollegamento.

Secondo Mantovano, è sbagliato sostenere che si tratti di una riforma voluta esclusivamente dal governo Meloni. “Si dice che è una riforma imposta dalla maggioranza, ma è vero esattamente il contrario”, ha affermato, sottolineando come anche esponenti della sinistra avrebbero espresso posizioni favorevoli dopo averne approfondito i contenuti.

“Molti magistrati favorevoli: la riforma rafforza autonomia e indipendenza”

Uno dei punti centrali dell’intervento del sottosegretario riguarda il rapporto tra riforma e magistratura. Mantovano ha evidenziato come una parte significativa dei magistrati in servizio, dai vertici della Cassazione fino ai procuratori della Repubblica, avrebbe manifestato un sostegno pubblico al referendum.

Secondo il sottosegretario, la riforma avrebbe come obiettivo principale quello di rafforzare l’autonomia e l’indipendenza della magistratura, intervenendo contro il fenomeno del correntismo, ritenuto responsabile di distorsioni nel sistema.

“Non è una riforma contro i magistrati – ha spiegato – ma uno strumento per liberarli da condizionamenti interni e rendere il sistema più equo e trasparente”.

Il nodo del Csm e il rapporto con la politica

Mantovano ha inoltre respinto le critiche secondo cui la riforma subordinerebbe la magistratura alla politica. In particolare ha fatto riferimento alla composizione del Consiglio Superiore della Magistratura (Csm), sottolineando che la presenza dei membri sorteggiati da liste indicate dal Parlamento sarebbe comunque inferiore rispetto ai componenti parlamentari nella sezione disciplinare.

Un elemento che, secondo il governo, garantirebbe l’equilibrio tra i poteri dello Stato e la tutela dell’indipendenza della funzione giudiziaria.

Lupi: “Riforma di buonsenso, non di parte”

Sulla stessa linea il presidente di Noi Moderati, Maurizio Lupi, presente all’iniziativa di Lamezia Terme, che ha definito la riforma della giustizia una misura “né di destra né di sinistra, ma di buonsenso”.

Secondo Lupi, i cittadini chiedono una sola cosa: che il giudice sia terzo e imparziale, senza legami con l’accusa o la difesa. La riforma, ha aggiunto, rappresenterebbe un passo verso una giustizia più efficiente, trasparente e credibile.

Galati: “Separazione delle funzioni già in molti Paesi europei”

A sostenere il Sì anche Pino Galati, vicepresidente vicario di Noi Moderati e coordinatore regionale in Calabria, che ha evidenziato come il principio della separazione delle funzioni sia già adottato in numerosi Paesi con solide tradizioni democratiche, come Regno Unito, Germania e Spagna.

Secondo Galati, il sistema attuale italiano risulterebbe invece più simile a quello di realtà meno consolidate dal punto di vista democratico, e proprio per questo sarebbe necessario intervenire con una riforma.

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